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Mozione:”Facciamo Como patrimonio Unesco”

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L’ha depositata in Comune la lista PerComo con il suo portavoce Mario Molteni. ECCO LE DICHIARAZIONI DI STAMANE ALLA CONFERENZA STAMPA DEL PROGETTO. Iter lungo e complesso, ma prevale la fiducia. Uno dei gioielli della città è la Casa del Fascio: lì la presentazione.

 

 

 

 

Una città con tanti monumenti artistici da valorizzare e di grande pregio. La casa del Fascio su tutti. E prende lo spunto da qui la mozione urgente che la Lista PerComo, con il suo portavoce Mario Molteni, ha depositato nelle ultime ore in Comune. Per chiedere al sindaco di attivare una apposita commissione.

 

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Non sarà un iter nè facile, nè veloce, comunque. Per arrivare a questa soluzione – se mai sarà concessa dall’Unesco – ci vorranno anni. Attualmente in Italia 49 i siti con questa denominazione, 8 dei quali in Lombardia. Nessuno nel comasco

 

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E di seguito il testo integrale della mozione depositata a Palazzo Cernezzi nelle ultime ore.

Como, 14agosto 2013

 

 

AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE

Sig. FRANCO FRAGOLINO

 

 

 

MOZIONE URGENTE

(ex art. 28, 4° comma, del Regolamento Comunale)

 

 

 

Oggetto:  COMO PATRIMONIO UNESCO.

 

 

Presentata dalla Lista Per Como

 

 

 

IL CONSIGLIO COMUNALE

 

PREMESSO CHE

 

affinché un sito sia iscritto nella Lista del patrimonio mondiale, Patrimonio Unesco, deve presentare un eccezionale valore universale e soddisfare almeno uno dei dieci criteri di selezione illustrati nelle Linee Guida per l’applicazione della Convenzione del patrimonio mondiale. I criteri sono regolarmente aggiornati dal Comitato in modo da riflettere l’evoluzione del concetto stesso di Patrimonio Mondiale;

 

I criteri di selezione per ottenere tale iscrizione sono:

 

rappresentare un capolavoro del genio creativo dell’uomo;

 

mostrare un importante interscambio di valori umani, in un lungo arco temporale o all’interno di un’area culturale del mondo, sugli sviluppi nell’architettura, nella tecnologia, nelle arti monumentali, nella pianificazione urbana e nel disegno del paesaggio;

 

essere testimonianza unica o eccezionale di una tradizione culturale o di una civiltà vivente o scomparsa;

 

costituire un esempio straordinario di una tipologia edilizia, di un insieme architettonico o tecnologico, o di un paesaggio, che illustri uno o più importanti fasi nella storia umana;

 

essere un esempio eccezionale di un insediamento umano tradizionale, dell’utilizzo di risorse territoriali o marine, rappresentativo di una cultura (o più culture), o dell’interazione dell’uomo con l’ambiente, soprattutto quando lo stesso è divenuto vulnerabile per effetto di trasformazioni irreversibili;

 

essere direttamente o materialmente associati con avvenimenti o tradizioni viventi, idee o credenze, opere artistiche o letterarie, dotate di un significato universale eccezionale. (Il Comitato reputa che questo criterio dovrebbe essere utilizzato in associazione con altri criteri).

 

presentare fenomeni naturali eccezionali o aree di eccezionale bellezza naturale o importanza estetica;

 

costituire una testimonianza straordinaria dei principali periodi dell’evoluzione della terra, comprese testimonianze di vita, di processi geologici in atto nello sviluppo delle caratteristiche fisiche della superficie terrestre o di caratteristiche geomorfiche o fisiografiche significative;

 

costituire esempi rappresentativi di importanti processi ecologici e biologici in atto nell’evoluzione e nello sviluppo di ecosistemi e di ambienti vegetali e animali terrestri, di acqua dolce, costieri e marini;

 

presentare gli habitat naturali più importanti e più significativi, adatti per la conservazione in-situ della diversità biologica, compresi quelli in cui sopravvivono specie minacciate di eccezionale valore universale dal punto di vista della scienza o della conservazione.

 

 

CONSIDERATO CHE

 

 

Il Razionalismo Comasco ha prodotto delle opere di architettura e di pianificazione urbana che ben testimoniano il contributo della città di Como al Movimento Moderno Europeo. Queste opere sono state costruite compiutamente nella Cittadella del Razionalismo Italiano a lago e, in maniera puntiforme in tutta la convalle e sono la testimonianza del ruolo svolto dalla cultura architettonica comasca, riconosciuta , apprezzata e studiata in tutto il mondo.

 

Il Razionalismo operò una vera rivoluzione e rinnovamento architettonico per l’uso dei materiali e per le soluzioni plastiche adottate nelle costruzioni, concepite fondamentalmente per essere funzionali. Nella sua massima espressione in città troviamo:

 

CASA DEL FASCIO

 

Di Giuseppe Terragni, 1932-36, composizione architettonica  incentrata su due parallelepipedi, disposti perpendicolarmente rispetto a piazza del Popolo, costituenti una piazza coperta orientata verso il Duomo. Si tratta di un volume edilizio in grado di aderire con precisione al luogo in cui è collocata, raffrontandosi col Duomo ed il Teatro, con mirati studi prospettici, espressamente compiuti con lo studio della facciata, in stretta relazione, geometricamente misurata , con il vuoto libero antistante, e nel contempo con la collina di Brunate, con uno spazio pubblico in copertura.

 

 

 

 

 

 

A seguire: il “quartiere razionalista” a lago (1927-1933), compreso tra viale Puecher e viale Sinigaglia, testimonia, con i suoi edifici dedicati allo sport e allo svago, l’importante rinnovamento architettonico operato dal Razionalismo attraverso l’uso di nuovi materiali e di soluzioni formali e plastiche adottate nelle costruzioni e comprende il MONUMENTO DEI CADUTI, NOVOCOMUM, CASA DEL BALILLA, CASA GIULIANI FRIGERIO, IDROSCALO INTERNAZIONALE, CIRCOLO DELLA VELA E DELLA MOTONAUTICA, CANOTTIERI LARIO.

 

 

MONUMENTI DEI CADUTI

 

Sacrario ideato da Prampolini, inaugurato nel 1933 da Giuseppe e Attilio Terragni, terminato da Terragni secondo uno schizzo eseguito nel 1914 dal futurista Antonio Sant’Elia. Imponente, alto (33 m di altezza), austero è diventato un’attrazione turistica della città dove è possibile godere di un sensazionale panorama della città salendo all’ultima terrazza. Costruito su un basamento interamente percorribile, rendendo indipendenti tutte le parti che lo costituiscono, “detta le regole geometriche per la definizione della sponda del lago”.

 

 

NOVOCOMUM

 

Edificio ad appartamenti, progettato nel 1927 da un giovanissimo Giuseppe Terragni. All’epoca la costruzione, soprannominata il “transatlantico”, suscitò le reazioni indignate dei tradizionalisti per la sottrazione dei volumi, la movimentazione delle facciate, quest’ultime rifinite da colori vivaci. Sperimentazione di una composizione per figure architettoniche, metodo affine a quello del costruttivismo russo, è composto da un basamento con gradinate d’angolo che costituisce il supporto per tutto l’edificio, lo sbalzo dell’ultimo piano a contenere l’impetuosa crescita del cilindro, elemento a risoluzione d’angolo, lo sbalzo del primo piano a rimarcare la zoccolatura. Notevoli le scale interne a pianta triangolare.

 

CASA DEL BALILLA

 

Costruita, tra il 1932-36 dall’ingegner Gianni Mantero, intorno alla preesistente struttura dello stadio Sinigaglia, quale sede dell’Opera Nazionale Balilla, con spazi per uffici, palestra e piscina. La facciata presenta imponenti portali in marmo ed ampie finestrature. Esemplari sono le sezioni della piscina e della palestra a gradonate, oggetto di sperimentazione di nuove tecnologie edilizie. Nella linearità dei volumi risaltano le esedre in vetro-cemento ed il trampolino in cemento armato.

 

 

CASA GIULIANI FRIGERIO

 

Ultimo edificio realizzato da Giuseppe Terragni, tra il 1939-1940 e mirabile punto d’arrivo nel trattamento dei volumi architettonici. Le quattro facciate del palazzo sono tutte diverse e movimentate da un suggestivo effetto di pieni e di vuoti, di sporgenze e rientranze.

 

 

IDROSCALO INTERNAZIONALE

 

Fondato nel 1930 è l’unico idroscalo italiano. Si inserisce fra gli impianti sportivi e per il tempo libero realizzati nella fascia a lago, tra la fine degli anni Venti e i primi anni Trenta, tra cui rientra anche il  CIRCOLO DELLA VELA E DELLA MOTONAUTICA, attuale sede dello Yacht Club Mila.

 

 

NUOVA SEDE DELLA CANOTTIERI LARIO

 

La struttura razionalista di Viale Peucher, sede dell’omonima e storica Società sportiva,  è stata progettata ed eseguita, tra il 1930-1931 da Gianni Mantero. Articolato attorno ad uno spazio centrale pubblico che ne costituisce la matrice, ricavando nelle ali laterali gli spazi di servizio, l’edificio si distingue per i volumi bassi ed allungati, sottolineati dalle lunghe finestre a nastro. La combinazione ad incastro tra le ali orizzontali ed il corpo centrale verticale, mediata da finestre simmetriche, rivela l’adesione alla cultura europea. All’interno di notevole interesse, la vasca di allenamento, la prima del genere in Italia e l’ardito trampolino in cemento armato a sbalzo.

 

 

 

Altre opere.

 

 

 

SEDE DELL’UNIONE FASCISTA DEI LAVORATORI INDUSTRIALI, via Pessina 6

 

Opera di Cattaneo, Lingeri, Magnaghi, Origono, Terzaghi, costituisce continuità con gli edifici rappresentativi iniziati dalla Casa del Fascio.

 

 

PALESTRA “LUIGI NEGRETTI”, via dei Partigiani 8

 

Del 1933 è evidente dimostrazione della compresenza di modi costruttivi diversi nella cultura architettonica di quegli anni, realizzata rispettando la cortina stradale, ma differenziandosi dalle abitazioni per l’uso dell’ordine gigante, in analogia con la facciata della Casa del Fascio.

 

A completamento dell’isolato parallelo alla Casa del Fascio, gli edifici residenziali di via dei Partigiani 10 e 12, caratterizzati da interessanti soluzioni d’angolo e balconi.

 

 

ASILO D’INFANZIA SANT’ELIA

 

Sito in via dei Mille, all’angolo con via Andrea Alciato, è un edificio razionalista progettato nel 1935 e realizzato nel 1936-1937 da Giuseppe Terragni. Nell’opera si nota una certa affinità con la Casa del Fascio ma, contrariamente a questa, si sviluppa su un solo piano. La presenza di grandi vetrate che sviluppano il concetto di scuola all’aria aperta, gli ambienti distribuiti con attenzione e gli arredi molto curati rendono quest’opera eccezionale. La struttura sorge nei pressi di un grande quartiere operaio costruito, a partire dal 1914, dalla Società Cooperativa Edificatrice e anche alla via Milano che conduce al centro città.

 

 

 

 

 

 

CASA PEDRAGLIO

 

Si trova in via Mentana, in prossimità della stazione ferroviaria Como Nord Borghi. Si tratta di un’architettura di Giuseppe Terragni, realizzata nel 1934-1935. L’abitazione è composta principalmente da due alloggi, raggiungibili tramite un’unica scala, caratterizzati dalla presenza di corrispondenti balconi dalla composizione particolare poiché il piano di calpestio è costruito in vetrocemento.

 

Edificio ex BANCA COMMERCIALE ITALIANA, via Plinio 13 – Uno dei risultati più significativi della concezione alla base del PGT del 1919, è progetto di Federico Frigerio, interprete di una necessità urbanistica di convivenza tra ceti sociali e funzioni diverse, accanto a nuovi edifici della borghesia imprenditoriale comasca.

 

MAUSOLEO VOLTIANO (Federico Frigerio) – di chiara ispirazione all’epoca napoleonica, voltiana per eccellenza.

 

 

AEROCLUB GHISLANZONI (Ing. Carlo Ponci).

 

Consapevolmente inserite nell’idea di “città verde”, le residenze unifamiliari di Ponci in Lungolago Trento 47 del 1931, quella del Giussani in viale Fratelli Rosselli 15 del 1933 e quella del Croppi in Viale Fratelli Rosselli 1 del 1935, testimoniano la fattibilità  dell’insediamento a bassa densità lungo il fronte a lago. Allineata al pensiero è Villa Pirovano del 1932 che Gianni Mantero costruisce attorno ad un nucleo centrale “organizzatore” degli spazi, è chiara adesione al linguaggio architettonico del Movimento Moderno. Medesimo linguaggio per l’edificio residenziale di Piero Ponci del 1934, realizzato in via Gallio a immediato confronto col nuovo edificio delle Poste Italiane, di diretta imposizione ministeriale. Palazzo Barazzoni, di Gianni Mantero, edificio volumetricamente imponente costituto da una marcata zoccolatura a basamento delle pareti  superiori, con trasparenti balconature  ad angolo, elementi di continuità tra le facciate.

 

 

Edificio realizzato “a carattere borghesemente classico” (cit. G.Terragni), l’ ALBERGO POSTA di via Garibaldi 2 è l’esempio del difficile rapporto con le istituzioni preposte al controllo edilizio. Le soluzioni progettate e respinte, vedono Giuseppe Terragni affrontare e risolvere sempre in modo differente del problema dell’angolo.

 

Una delle prime opere del Terragni, è il rifacimento della facciata dell’albergo Metropole Suisse, di piazza Cavour, per la quale egli adotta una soluzione mitteleuropea, con riferimenti al Novecento europeo ed alla Scuola Viennese.

 

L’edificio residenziale di piazza Matteotti 1, ing. Consonni, a lato della stazione delle autolinee del 1932, progetto dell’Ufficio Tecnico Comunale, espressione di massima razionalità ed efficienza alla funzione svolta.

 

Edifici residenziali, via Anzani 34, di Giuseppe Terragni e Alberto Sartoris, del 1934-41, residenza a ballatoio realizzate in contrasto con gli studi di orientamento eliotermico, per questo prevede i ballatoi, le cucine ed i bagni sul fronte nord, mentre a sud i soggiorni e le camere.

 

Fontana di Piazza Camerlata, Cesare Cattaneo e Mario Radice, 1936.

 

Case economiche per gli impiegati dello Stato, via Crispi 7 e 8.

 

Quartiere Risorgimento, via Pannillani 4 di Antonio e Gabriele Giussani del 1938

Quartiere Montenero, via Col di Lana 7-10, dell’Ufficio Tecnico Case Popolari

Quartiere residenziale Via D.Pino 9-11, IACP

Casa Cattaneo-Alighieri, via Mentana, di Pietro Lingeri 1936

Casa Pedraglio, via Mentana 6, di Giuseppe Terragni, 1935-37

 

Alcuni esempi di edifici residenziali:

via Mentana 33, progettata dal Cappi nel 1940

via Mentana 17, di Gianni Mantero del 1935

via Mentana 1, di Ruggero Castelletti, del 1929

via Dante 32-36, di Antonio Giussani del 1930

villa per un floricoltore, via P.Paoli 49, di Giuseppe Terragni, 1936-37

 

Edifici per l’assistenza, Ufficio di igiene e Croce Rossa, di via Cadorna – via Italia Libera

Mercato generale di via Mentana, di Manlio Levacher 1932-34

Caserma della Milizia Volontaria Fascista, viale Roosvelt 7, di Gabriele Giussani, 1941

 

 

 

PRECISATO CHE

 

Tutti i beni iscritti  nella Lista per il Patrimonio Mondiale, Patrimonio Unesco, devono essere protetti, nel lungo termine,  da adeguate norme, regolamenti, misure istituzionali e/o tradizionali per la conservazione e la gestione, in modo da garantirne la salvaguardia.

 

 

RITENUTO CHE

 

la Città di Como possa ritenersi la “Capitale del Razionalismo” e i vari siti sopra elencati costituiscano un unicum irripetibile e per queste sue peculiari caratteristiche  sia meritevole di essere inserita nell’elenco dei siti Unesco,

 

 

 

IMPEGNA IL SINDACO  E LA GIUNTA

 

Ad  attivarsi, eventualmente costituendo anche un apposito Comitato Promotore in accordo ed unione con Associazioni, Enti, presso le sedi opportune per avanzare formale proposta di inserimento della città di Como nel Patrimonio Unesco.

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