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Ora rischia la paralisi per un tuffo in piscina

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Sempre molto serie le condizioni del 50enne operaio di Figino Serenza che domenica di è infortunato al parco acquatico di Vigevano. Trauma cranico e alla colonna vertebrale. I medici cauti su un suo possibile recupero. Forse una sua leggerezza: vietato scendere dagli scivoli a testa in giù.

 

 

 

Caldo, sole e tanta voglia di un tuffo nella piscina sotto lo scivolo. Tanto da ignorare i cartelli che pure, in modo chiaro, mettono in evidenza che è vietato tuffarsi di testa. Cosa che Antonio Tursi, 50enne operaio di Figino Serenza, avrebbe fatto riuscendo a superare i controlli del bagnino preposto alla sorveglianza di quella vasca. E’ stato un attimo: l’uomo, lanciato a testa in giù, è poi finito nella piscina sottostante a velocità eccessiva. Ha sbattuto la testa ed ha riportato un trauma cranico ed uno midollare. Ora il suo quadro clinico è molto serio e preoccupante. I medici dell’ospedale San Matteo di Pavia lo tengono ancora in prognosi riservata e sotto controllo. Inutile negarlo, il rischio è che possa rimanere paralizzato o comunque con forti problemi a camminare.

L’incidente domenica al parco acquatico di Santa Maria a Vigevano, tanti scivoli per tutti i gusti con piscine di arrivo. Ma con divieto a tuffarsi a testa in giù. Tursi, da quanto si è appreso, era arrivato poco prima con la moglie e due figlie. La famiglia di Tursi abita a Figino in via Marconi. Ore di forte apprensione per loro.

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