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“Fatto il nero ? Denuncia e non succede nulla”

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Una nuova “arma” in possesso della Finanza per scoprire i “furbetti”. Un questionario in arrivo anche nelle case dei comaschi. LEGGI E SCOPRI TUTTO IL DETTAGLIO. Se non si risponde o si omettono dei particolari il rischio è di una multa fino a 2.000 euro.

 

 

 

Ora la Finanza chiede aiuto ai contribuenti, anche ai comaschi. Obiettivo: stanare gli evasori del fisco. Proprio in questi giorni stanno per arrivare nelle case dei comaschi rimasti a casa un questionario cui si è chiamati a rispondere. Se denunciano non rischiano nulla. Altrimenti, multa fino a 2.000 euro

POCHE PAGINE INVIATE AL DOMICILIO. Ma in cosa consiste la nuova ”arma” anti-evasori? Secondo quanto riportato dal quotidiano la Repubblica, si tratta di un questionario di poche paginette inviato direttamente a casa del contribuente, nel quale si chiede di dichiarare tutte le spese effettuate presso l’artigiano o il professionista nel mirino dei finanzieri.

CI VUOLE ANCHE LA DOCUMENTAZIONE. Chi riceve il modulo è tenuto a raccontare la propria esperienza, con tanto – quando è possibile – di documentazione a supporto, numero di appuntamenti modalità e quantità di lavoro ricevuto. Insomma, bisogna segnalare tutto. Soprattutto i pagamenti a nero.

DOMANDE PRECISE. A Bari le Fiamme Gialle stanno effettuando controlli su alcuni studi medici. Nei questionari inviati ai pazienti è stato richiesto: «il tipo» di prestazioni mediche ricevute, «da chi» le ha ricevute, se la «prestazione ha interessato la sua persona o altri familiari», «in che fase sono le cure», «quando sono cominciate», quante «sedute ci sono state» e quanto «ha pagato».

SE MENTI, MULTA E DENUNCIA. Tra le pagine viene infine precisato che qualora i contribuenti forniscano «dati, notizie, elementi e documenti con dati incompleti o non veritieri», o se si «rifiutino di rispondere al questionario inviato o con risposte false o parziali», rischiano una multa e una denuncia.

INDAGINI FATTE A RISCONTRO. E chi mente, è presto scoperto. Sì, perché le indagini non vengono effettuate a campione, ma a riscontro. Questo significa che la Guardia di finanza è già in possesso delle agende o dei file degli studi sui quali si stanno compiendo le verifiche. Nessuno sfugge, dai grossisti, agli architteti, agli affittuari a nero nelle città universitarie.

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