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Delitto di Saronno, caccia all’uomo senza sosta

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I carabinieri cercano l’autore del delitto di sabato in una gioielleria del centro, vicino alla stazione. Ricerche estese anche in tutto il comasco. Modalità anomale secondo gli inquirenti. Ma la telecamera a circuito chiuso ha ripreso tutto, compreso il volto del killer.

 

 

 

 

Mariangela Granomelli, 62enne commerciante di Saronno, è stata aggredita e uccisa in una trentina di secondi di “violenza incredibile” all’interno della sua gioielleria di Saronno sabato scorso. A dirlo, più che le parole degli investigatori che in queste ore stanno battendo palmo a palmo la provincia di Varese – ma anche le adiacenti come Como e Milano – per trovare il responsabile, sono le immagini delle telecamere di video sorveglianza che hanno ripreso l’assassino e ciò che ha fatto. L’omicida della gioielliera sessantaduenne, dopo l’aggressione avvenuta a volto scoperto e senza armi, è scappato col bottino costituito da alcuni preziosi.

L’INGRESSO – Sono le 16.20 di ieri, sabato 3 agosto, quando un uomo entra nella gioielleria “Il dono di Tiffany”, in corso Italia 113, pieno centro di Saronno, non distante dalla stazione
L’IDENTIKIT – L’uomo è vestito con pantaloncini corti a quadri e una t-shirt: entra nel negozio e si comporta all’apparenza come un normale cliente. La negoziante ha chiuso a chiave la porta d’ingresso, come avviene sempre per ragioni di sicurezza, e per circa 45 minuti il cliente si fa mostrare collane e braccialetti. È, a detta degli investigatori che visionano le telecamere, “tranquillo e rilassato”. Età 35 anni, stempiato, così viene descritto da chi ha visionato le telecamere.
L’AGGRESSIONE – Attorno alle 17 all’improvviso l’uomo ha afferrato un astuccio rigido e ha colpito in testa la donna, che si era piegata, continuando poi a infierire con calci e pugni su tutto il corpo per una trentina di secondi “con una violenza incredibile”. La donna si accascia a terra. L’aggressore rimane all’interno fino alle 17.30: prende alcuni gioielli, e lascia diverse impronte nel negozio, poi nasconde il bottino nell’astuccio, ed esce da un ingresso sul retro del negozio. Durante l’aggressione la porta d’ingresso è sempre rimasta chiusa a chiave e i numerosi passanti non si sono accorti di quello che stava accadendo.
LE RICERCHE – Estese a tutta la zona attorno a saronno, comasco compreso. Ma non solo. La sensazione degli inquirenti è che l’autore, che sembra avere le ore contate, dovrebbe essere della zona. E gli inquirenti sembrano valutare con attenzione anche la diffusione, in queste ore, della foto del killer.

(Foto per gentile concessione della redazione di Varesenews).

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