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Sempre piu’ le strisce blu: anche in via Dottesio

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Molte le zone di Como che cambiano colore dei parcheggi in questi giorni (CLICCA E GUARDA). Ridotte possibilità per trovare un posto senza pagare in tutto il centro. LA POSIZIONE DEL SINDACATO CGIL (LEGGI): SCELTA GIUSTA E CONDIVISIBILE.

 

 

Via Cadorna, via Milano, zona di viale Varese davanti al Crocifisso. Sempre più parcheggi di Como stanno cambiando colore dei parcheggi in questi giorni nel quadro dell’ampliamento della Ztl. Ed anche luogo storici, dove da anni si cercava di lasciare la vettura senza pagare nulla, diventano a pagamento. E’ il caso di via Dottesio ad esempio.

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E proprio oggi nota ufficiale della Cgil sulla vicen da e sull’ampliamento della Ztl. Eccola a firma del segretario provinciale Tarpini.

 

Da settimane è in corso nella città capoluogo un’accesa discussione sulla nuova Ztl e sulle ricadute che tale scelta avrà sulle condizioni e sulle possibilità di accesso in auto in convalle.
La città di Como, per le sue caratteristiche, presenta evidenti problemi determinati dal traffico privato, accentuato in particolare  nelle ore di punta dal pendolarismo da e verso la città.
Tale fenomeno produce condizioni particolarmente critiche di congestionamento del traffico, di code, di perdite di tempo, oltre a un deterioramento, spesso drammatico, della qualità dell’aria, con gravi conseguenze sulla salute dei cittadini.
Anche per queste ragioni, la Cgil di Como, considera le motivazioni che stanno alla base dell’ampliamento della Ztl e del nuovo piano posteggi una scelta giusta e condivisibile nelle potenziali ricadute che essa potrà avere nel medio periodo.
Naturalmente tali scelte stanno provocando ricadute e reazioni, in qualche caso strumentali, in altre legittime, che vanno affrontate e gestite con buon senso e capacità di inventare soluzioni alternative.
In particolare, ogni giorno diverse migliaia di lavoratrici e lavoratori, scendono in città per lo svolgimento della normale attività lavorativa. A loro non si possono chiedere ulteriori sacrifici. Sono persone spesso con retribuzioni molto basse che rischiano un ulteriore risicamento del proprio reddito, in alcuni casi già insufficiente.
Per questa ragione la Cgil, insieme agli altri sindacati, aprirà nei prossimi giorni una trattativa con il Comune di Como per individuare la possibilità di convenzioni a tariffe agevolate per evitare da una parte l’accesso in città di chi può farne a meno, dall’altra quello di garantire tariffe compatibili con la situazione generale. L’obiettivo sarà quello di costruire un meccanismo equo e universale, senza discriminazioni o privilegi, rivolto alla totalità dei lavoratori, privati e pubblici.
Su questi ultimi, inoltre, registriamo, da più parti, il tentativo di aprire l’ennesimo scontro tra dipendenti pubblici e privati, montando una contrapposizione artificiosa che rischia di non portare da nessuna parte.
Le lavoratrici e i lavoratori del pubblico impiego, al pari di tutti gli altri, svolgono un lavoro fondamentale e insostituibile. Spesso lo fanno in condizioni difficilissime, in molti casi con retribuzioni intorno ai 1000 euro mensili e “ferme” da quattro anni.
Troppo spesso le critiche prevenute e generalizzate nascondono l’incapacità o la non volontà di intervenire dove serve o di assumersi le responsabilità da parte di chi ha incarichi di direzione.
In tutto ciò, discorso a parte merita la questione dell’autosilo del Tribunale di Como.
Intanto perchè tale vicenda è normata da convenzioni con il Ministero della Giustizia, convenzioni in qualche caso vecchie di alcuni decenni che andrebbero analizzate attentamente, anche per evitare possibili conflitti e strascichi giudiziari.
Fino ad oggi la vicenda è stata gestita in modo discutibile  da parte dell’amministrazione comunale,  rischiando di creare un clima di tensione in un ambito così delicato della pubblica amministrazione.
Inoltre, presso il Tribunale, operano funzionari con incarichi tra loro diversissimi ed estremamente delicati: personale delle forze dell’ordine a supporto d’indagini, funzionari degli uffici con orari spesso inconciliabili con l’uso di mezzi diversi dal proprio, persone con reperibilità notturna e festiva che possono essere chiamate in servizio in ogni momento.
Si tratta spesso di persone, come detto, con retribuzioni che a volte non raggiungono i 1000 euro, per i quali 50 euro in meno possono fare la differenza.
Riteniamo quindi che qualsiasi soluzione debba tenere conto di tutto ciò, e debba tentare di far conciliare le esigenze dell’amministrazione comunale con quelle delle persone che vi operano.

Il segretario provinciale Cgil

Alessandro Tarpini

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