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Peculato e falso, condannato il sindaco Arrigoni

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I giudici di Como più severi della richiesta avanzata dal Pm Rose per i fondi del comune di Barni dove il primo cittadino è stato contabile. Ma lei non ci sta e respinge le contestazioni:”Mai preso nulla”. Da valutare l’eventuale ricorso in Appello. PRIMA ASPETTA LE MOTIVAZIONI.

 

 

 

E’ una condanna pesante e severa, sei mesi in più della richiesta del Pm: quattro anni e mezzo di carcere per peculato e falso. E’ la sentenza letta questa mattina a carico del sindaco di Magreglio, Giovanna Arrigoni, giudicata colpevole dai giudici Vittorio Anghileri, Gianluca Ortore, Carlo Cecchetti. Disposto anche un risarcimento di 350mila per il Comune di Barni, costituito parte civile.

Parte delle contestazioni sono prescritte o indultate. Il sindaco Arrigoni, che continua a respingere queste contestazioni e non esclude il ricorso in Appello, era stata indagata dalla Guardia di finanza di Erba due anni fa come contabile del Comune di Barni, di cui è stata dipendente per anni fino all’estate 2011. Secondo le accuse, il primo cittadino di Magreglio si sarebbe appropriata tra 1999 e 2011, di 323mila euro dirottandoli o suoi suoi conti oppure su quelli della Pro Loco di cui era presidente. Una contestazione che lei, come detto, respinge al mittente con decisione anche dopo questo verdetto. Prima dell’eventuale appello, però, la Arrigoni aspetta le motivazioni dei giudici: saranno depositate fra tre mesi.

Al sindaco di Magreglio nei mesi scorsi, durante la notte, era stata anche incendiata l’auto parcheggiata vicino a casa. Difficile, però, stabilire una connessione tra i due episodi.

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