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Il Comune vuole vendere i negozi per fare cassa

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Scambio di accuse tra maggioranza ed opposizione ieri sera a Como. 24 gli immobili da vendere, ma dubbi sullla loro effettiva vendita. Gli interventi critici di Bordoli e del leghista Peverelli. Si salvano solo la casa albergo di via Volta e l’ex orfanotrofio. La Tares si paga in due rate

 

 

Due argomenti distinti ieri sera all’esame del Consiglio Comunale di Como: per prim cosa la delibera sulla determinazione  delle rate e della scadenza  di versamento del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi (tares) per l’anno 2013. L’assessore Giulia Pusterla ha illustrato il documento ribadendo l’ approvazione della delibera è un’esigenza finanziaria di tesoreria e che la riscossione della Tares dovrà avvenire in due tranches la prima rata in acconto entro il 31 luglio e sarà pari al 60% dell’importo mentre la seconda rata a saldo entro il 30 novembre. E’ stato assicurato che la normativa, in caso di ritardato pagamento, non prevede alcuna sanzione. La consigliera Laura Bordoli ha sottolineato come cambierà la tassa nel corso dei prossimi mesi dando la possibilità al Comune di poter incrementare l’importo della stessa e, al riguardo, di come si porrà attenzione alle decisioni future. Il voto del Consiglio è stato di 24 favorevoli e 3 astenuti.

Si è passati successivamente ad un tema caldo: all’esame della delibera che prevede il piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari. Sul tavolo la proposta della vendita aveva già suscitato vedute divergenti al passaggio in commissione ed anche in consiglio l’argomento ha sollevato parecchie prese di posizione. L’assessore Marcello Iantorno, nel presentare la delibera, ha precisato che l’Amministrazione comunale attualmente non intende procedere alla vendita di quattro immobili, peraltro evidenziando che ciò non è assicurato per gli anni a venire, consistenti in: ex casa albergo di via Volta, ex orfanotrofio via Grossi, ex scuola elementare di Garzola, ex scuola all’aperto di via Binda. La consigliera Bordoli ha invitato la giunta:” A non procedere alla vendita in quanto le entrate correnti derivanti dagli affitti sono necessarie a mantenere la spesa corrente, vendere oggi non è da fare, ci penserei bene prima di procedere. Ci sono rendimenti degli affitti intorno al 7% e credo sia una buona resa”.

Il consigliere Peverelli: “ Qui comincio a capire dove si vuole andare. Su 24 alienazioni ben 13 riguardano via Milano e San Rocco, ho l’impressione che la zona diventerà un quartiere islamico. Sicuramente non ci saranno italiani disposti a comprare. Non è escluso che venga fuori anche una moschea all’oratorio di San Rocco. Qui  stiamo vendendo un quartiere”. Il consigliere Luca Ceruti:” Sarebbe interessante porre dei limiti ai prezzi minimi di vendita. Chiedo a questa amministrazione se è il momento giusto di vendere in via Milano proprio ora che si sta ridefinendo l’area ex Ticosa”. Dalla maggioranza la voce del consigliere Luigi Nessi:”L’eventuale seconda asta al ribasso mi lascia parecchi dubbi. Per rispondere a quanto ho sentito dico che Como è ormai una città multietnica”. Nel caldo della notte tutto è stato rimandato a giovedì sera per la prosecuzione dei lavori.

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