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Trinchieri, applausi per Roma. Ma tanti rimpianti

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Il coach Lenovo riconosce i meriti degli avversri che vanno in finale scudetto. Ma torna alla gara di martedì a Cucciago. Poi “rivive” tutta la stagione ed i quattro anni in panchina. “Grazie all’immenso capitano ed a Leunen: loro sempre presenti. Il futuro ? E’ presto per parlarne…”.

 

 

 

 

Prima la resa e l’onore agli avversari. Andrea Trinchieri, dopo il ko di Roma in gara7 di semifinale, riconosce i valori dell’Acea:“Senza piaggeria e falsi convenevoli faccio i complimenti a Roma perché ha disputato una grandissima gara e si è guadagnata il risultato sul campo. Questo è molto chiaro. Questa sera non ho enormi rimpianti perché è stata una non partita, li ho per martedì. Oggi abbiamo provato a resistere, ma non ci siamo riusciti. Per parlare di questo risultato  – ha aggiunto il coach della Pallacanestro Cantù in conferenza stampa- devo però partire da cose che vengono da lontano. Con grandissima fatica e sacrifici abbiamo girato una stagione davvero difficile e dolorosa. Abbiamo fatto un mese a tavoletta eliminando, da settima, Sassari e portando l’Acea al settimo match. Finiamo quarti, con dignità, provando a sbucciarci le ginocchia e ad andare oltre i nostri limiti. Sono molto dispiaciuto, ma voglio aggiungere una cosa. Voglio ringraziare tutte le persone che ci hanno provato e hanno supportato questa squadra, anche senza andare sul foglio delle statistiche. Sono tante, se no non avremmo cambiato un’annata così difficile. Ringrazio in maniera speciale e con emozione due miei giocatori che sono stati 4 anni con me. Il mio capitano, che non dimenticherò mai, e Maarty Leunen. Siamo partiti per salvarci e abbiamo giocato una finale scudetto, due finali di Coppa Italia, abbiamo vinto una Supercoppa e partecipato per due anni all’Eurolega. Loro c’erano sempre”.

“In una stagione complicata – ha precisato l’allenatore biancoblu – voglio rivolgere un pensiero al mio presidente che andando controcorrente mi ha rinnovato la fiducia nel momento più difficile. Non so quanti altri l’avrebbero fatto visto che era sicuramente più comodo scegliere qualcosa di differente. Credo che in parte questo gesto sia stato ripagato da dei playoff giocati senza paura, con coraggio e dignità. Il mio futuro? – ha concluso Andrea Trinchieri – Non è il momento giusto per parlarne. La delusione è troppo cocente, siamo in un turbine di emozioni. Adesso il film di 4 anni corre con grandissima velocità e le immagini sono molto intense. Non è il momento però di fare un bilancio perché non sono abbastanza lucido”.

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