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Non passa la mozione di biasimo per il sindaco

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Respinta ieri sera in consiglio comunale a Como con il voto compatto della maggioranza. Era stata presentata da Rapinese e da tutta l’opposizione. La replica di Lucini:”Non capisco di cosa si stia discutendo, ma prendo atto della valutazioni di questa aula”.

 

 

 

 

Una seduta del consiglio comunale di Como, ieri sera, tutta dedicata alla mozione di biasimo al sindaco Mario Lucini, presentata dalle forze di opposizione a Palazzo Cernezzi “per non aver consentito, per futili motivi, al cittadino, al residente in centro storico, all’operatore economico del centro storico, nonché consigliere comunale, Alessandro Rapinese di poter assistere, nemmeno quale silente spettatore, alla presentazione del progetto di allargamento della Zona a Traffico limitato di Como del 14 maggio 2013”. La presentazione, considerata l’assenza del consigliere Rapinese, è stata fatta dal consigliere del M5S Luca Ceruti che ha dato lettura del testo del documento rimarcando la necessità di una grande trasparenza che le istituzioni devono avere verso i cittadini. La consigliera del PDL Anna Veronelli, già assessore della passata amministrazione, ha preso la parola e in modo pacato ma fermo ha sottolineato:” Mi auguro che non fosse la paura di incassare l’indomani parole di dissenso da parte di chi non condivide questo progetto. Questo comportamento è grave, un campanello d’allarme. Un consigliere che non può nemmeno ascoltare! In passato, anche nei diversi ruoli che ho ricoperto,  non ho mai chiuso la porta in faccia a nessuno. Credo che il Sindaco non possa accettare di essere messo alla porta quando si parla di una questione che coinvolge tutta la città. Censuro la chiusura, la mancanza di dialogo che in questa circostanza si è palesata. Trovo inaccettabile che a un consigliere non sia stato concessa la possibilità di partecipare ad una riunione. Visto che abbiamo ancora davanti quattro anni sono preoccupata”.

Il sindaco Mario Lucini, a questo punto ha chiesto la parola:” Devo dire che sono rimasto molto sorpreso dalla mozione e dall’intervento della consigliera Veronelli. Ritengo che i richiami citati dal consigliere Ceruti in termini di apertura all’informazione ai cittadini non abbia nulla a che fare con quanto accaduto il 14 maggio. In quella data si è svolto uno delle centinaia di incontri che abbiamo organizzato per incontrare la cittadinanza. In particolare il 14 maggio, al termine di un primo percorso di elaborazione dati, ho mantenuto fede ad un impegno preso con i soggetti con i quali avevamo parlato in precedenza. Si era detto che una volta giunti a ridosso termine avremmo avuto un incontro per specificare  e questi soggetti, formati da associazioni, commercianti e residenti, sono stati invitati ad un incontro non pubblico per rendere conto gli esiti della proposta. Ho incontrato centinaia di volte cittadini e associazioni e non ho mai pensato fossero incontri segreti. Questo era un incontro con soggetti invitati e penso sia legittimo. Il giorno successivo, tra l’altro, il 15 maggio è stato pubblicato su sito del comune nella sua interezza lo studio e sono stati avvisati con mail apposita i consiglieri. Io penso che non ci sia nulla di strano in questa cosa e che tutti avessero capito che non era un incontro pubblico, neanche i mezzi di informazione avevano dubbi a riguardo. Non penso che se il Sindaco incontra una persona debba chiudersi nel suo ufficio per dialogare. Mi sembra abbastanza stupefacente che si sia costruito questo caso e non capisco dove siano i futili motivi. Non capisco di cosa si stia discutendo, ma prenderò atto delle valutazioni del Consiglio”.

Il consigliere Scopelliti, dopo le parole del Sindaco ha dichiarato:” Prima di sentire le sue parole pensavo di fare un intervento soft ma dopo averla ascoltata faccio fatica. Non voglio essere offensivo o fuori luogo ma la spiegazione che mi do è: non che lei dopo un anno è rimasto ancora nei banchi di minoranza e non riesce a fare il sindaco? Me lo chiedo per i suoi interventi che, non solo non sono condivisi, ma che spingono i consiglieri di minoranza a rispondere in maniera dura. Questa è la mia riflessione pacata”. Il consigliere Peverelli:”Sapendo com’era coinvolto il consigliere Rapinese nella vicenda ZTL non accettandolo alla riunione lei ha perso un’opportunità.”. Il consigliere di Paco Sel Luigi Nessi, ha preso la parola per affermare:”Confesso che intervenire questa sera mi è difficile perché questa mozione ci ha contrariato. Il sindaco ha spiegato bene che questa era una riunione privata. Pensavo che questa situazione fosse superata da una preliminare fatta nei giorni successivi al fatto dal consigliere Rapinese. Biasimare persone non è nel nostro stile e metodo. Penso che il sindaco non impedisca la partecipazione, anzi. Noi del suo agire abbiamo la massima fiducia. Invito l’opposizione a ritirare il documento”.

A questo punto della serata la consigliera Mantovani ha chiesto di poter votare la mozione per punti. Il voto finale sulla parte che riguardava il biasimo al sindaco non è passata: 21 i voti contrari  mentre 9 i favorevoli. Anche la seconda parte ha visto 20 contrari, 10 favorevoli e 2 astenuti.

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