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Pressione non sempre a posto, 100 al Sant’Anna

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Notevole partecipazione di persone alla Giornata contro l’ipetensione arteriosa. E molte persone, come confermano i medici, hanno scoperto di avere valori elevati. Distribuito anche materiale informativo per tutti. L’importanza del corretto stile di vita.

 

 

Grande successo ieri all’ospedale Sant’Anna per l’iniziativa di prevenzione delle malattie cardiovascolari.  Sono stati cento i cittadini che si sono sottoposti alla misurazione della pressione e ai quali è stata compilata la carta del rischio cardiovascolare in occasione della 9a Giornata Mondiale contro l’Ipertensione Arteriosa. “Controlla la tua pressione e il tuo battito cardiaco” era lo slogan della  manifestazione che ha visto schierati il dottor Claudio Pini, responsabile del Centro per l’Ipertensione dell’Ao comasca, l’infermiera Francesca Carrozza del Centro per l’Ipertensione, la collega Liliana Castorina del Poliambulatorio e tre studentesse del III anno del Corso di Laurea in Infermieristica: Liliana Bertoglio, Samantha Colombo e Gloria Ostinelli. E’ stato inoltre distribuito materiale informativo. L’obiettivo era quello di diffondere un messaggio sociale sull’importanza di tenere sotto controllo i valori pressori, imparando anche a conoscere i sintomi della condizione ipertensiva, per una prevenzione che parta dalla consapevolezza che con alcuni accorgimenti è possibile limitarne consistentemente i danni.

“Anche questa volta – spiega il cardiologo Claudio Pini – è emerso che in tanti hanno scoperto di essere ipertesi grazie a questa misurazione ‘casuale’ e non perchè si sottopongono a controlli costanti. Inoltre, anche le persone già in terapia che sono venute oggi in ospedale dovrebbero essere rivalutate più spesso per modulare meglio la cura farmacologica. Per tutti sono validi i consigli sui corretti stili di vita: fare moto, non fumare, ridurre il consumo di sale, controllare il peso e l’alimentazione”. L’ipertensione arteriosa è  la principale causa di malattie cardiovascolari come infarto del miocardio, ictus cerebrale e scompenso cardiaco. In Italia è presente in circa il 30% della popolazione adulta e, nonostante la disponibilità di terapie efficaci per la grande maggioranza dei casi, solo un paziente iperteso su quattro segue una terapia adeguata.

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