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La cultura come motore di sviluppo per il Lario

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altIl tema al centro di un incontro in Camera di Commercio con il presidente De Santis ed il sindaco di Como Mario Lucini. L’appello è di continuare a credere e sostenere chi la produce. Solo così si può ripartire.

 

 

Può la cultura essere il nuovo motore di sviluppo del Paese? Questa la domanda ha aperto la conferenza di questa sera che si è tenuta alla Camera di Commercio di Como con la partecipazione del Sindaco della città Mario Lucini, del responsabile Domenica Sole24ore Armando Massarenti, del Presidente della Camera di Commercio di Como Paolo de Santis, della Presidente del Teatro Sociale Barbara Minghetti, del docente IULM Pier Luigi Sacco, del Direttore della Fondazione Ratti Marco de Michelis e del Presidente dell’Accademia Galli Salvatore Amura.

La domanda è stata unica e le risposte molteplici, tutte facce di una stessa medaglia: fare una distinzione tra consumo di cultura e produzione di cultura. La società italiana, in generale, e Como, in particolare, hanno bisogno di una struttura culturale articolata su cui basarsi per far sì che la crescita riprenda. Crescita del PIL, certo (è statisticamente provato, infatti, che i paesi che puntano di più su cultura ed istruzione sono anche quelli con il PIL più alto, e l’Italia si trova, purtroppo agli ultimi posti), ma anche crescita di conoscenza e di rinnovamento della propria esperienza del mondo. La cultura libera dalla banalità della vita quotidiana e non va solo consumata, ma bisogna sempre crearne di nuova. E Como sta tentando con tutte le sue piccole e grandi realtà, che hanno la forza di lottare in questo momento difficile, di muoversi in questo senso puntando sul talento locale con un occhio sul mondo.

 

 

 

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