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Piccoli comuni, adesso stop al patto di stabilità

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E’ la richiesta accolta dall’esecutivo di Enrico Letta su richiesta del deputato comasco Mauro Guerra. “Un passo concreto – spiega – nello sblocco dei debiti della pubblica amministrazione”. Chiara Braga:”Pagina positiva in un inizio difficile di legislatura”.

 

 

 

 

Forse arriva una boccata di ossigeno per i piccoli comuni anche del comasco. Il Governo, nella seduta di ieri della Camera, ha accolto un ordine del giorno a prima firma Mauro Guerra, Coordinatore nazionale ANCI dei piccoli Comuni, che impegna il Governo stesso “a individuare con urgenza le modalità con le quali escludere totalmente dai vincoli del Patto di stabilità interna i comuni con popolazione tra 1000 e 5000 abitanti”. Contemporaneamente sono state introdotte importanti modifiche al decreto che, secondo il deputato comasco segnano dei primi concreti passi nello sblocco dei debiti della Pubblica amministrazione e nell’alleggerimento dei vincoli del Patto per tutti i Comuni”.

In particolare si è previsto che:

a) i Comuni potranno escludere, nei limiti di 5 miliardi, dai vincoli del patto di stabilità non solo i pagamenti dei debiti in conto capitale maturati entro il 31.12.2012 e non ancora pagati, ma anche i pagamenti della stessa natura già effettuati prima del 9 aprile 2013;

b) con il Patto di stabilità “verticale” le Regioni metteranno a disposizione di Province e Comuni spazi finanziari per 1.272.006.281 euro per ciascuno degli anni 2013 e 2014 per pagamenti di debiti di parte capitale, anche successivi al 31.12.2012, che saranno   esclusi dai vincoli del Patto. In particolare si tratta di 954.004.710 euro all’anno per i Comuni, di cui almeno il 50 per cento a favore dei piccoli Comuni con popolazione fra 1000 e 5000 abitanti.

“Complessivamente si tratta di una importante manovra di abbattimento del peso del patto per tutti i Comuni e di grande rilievo per i piccoli Comuni, per i quali vi è poi l’impegno del Governo a lavorare per la loro totale esclusione”, ribadisce il democratico Mauro Guerra, che aggiunge “Sono buone notizie non solo per i Comuni ma anche per le imprese, soprattutto quelle di piccole e medie dimensioni e per il territorio. Si comincia a rimettere in circolazione liquidità, a pagare imprese che attendono da troppo tempo la riscossione dei crediti scaduti, a ridare fiato agli investimenti   degli enti locali, a restituire una prospettiva di sostenibilità ai piccoli Comuni. Buone notizie anche per la semplificazione delle procedure e per le possibilità’ di compensazione tra crediti e debiti fiscali delle imprese. Ora – conclude Mauro Guerra – tocca al Senato garantire questi risultati e portare rapidamente al l’approvazione definitiva della legge di conversione e lavorare perché, dopo gli sgravi, divenga effettivamente norma l’impegno all’esclusione dal patto dei piccoli Comuni.

“Il Parlamento ha scritto una pagina positiva di questo difficile avvio di legislatura. L’approvazione a larghissima maggioranza del decreto, con la sola astensione del Movimento 5 Stelle – conferma l’onorevole Chiara Braga – rappresenta una prima importante tappa che porta allo sblocco dei pagamenti dei debiti scaduti della pubblica amministrazione. Uno sblocco di 40 miliardi di euro utile per dare respiro e iniettare liquidità nel sistema economico italiano; una boccata d’ossigeno per le migliaia di imprese strangolate dai crediti verso il settore pubblico scaduti da tempo e non ancora incassati. Sappiamo che per il comparto degli enti locali, ed i Comuni in particolare, i temi da affrontare sono ancora molti e di complicata soluzione, sia per quanto riguarda il patto di stabilità che il sistema della finanza locale e su questi occorrerà concentrarsi con tempestività ed il massimo sforzo comune, come è avvenuto per il provvedimento oggi licenziato dalla Camera”.

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