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Il pirata in carcere:”Grazie di averlo fermato…”

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Così gli amici di Maurizio Punzi, il barista di Cucciago travolto ed ucciso giovedì notte mentre tornava a casa, ai carabinieri. Il sollievo della famiglia. Carmine Cirillo avrebbe ammesso ai militari di essersi ubriacato al bancone del bar con campari e gin.

 

 

 

Un sollievo. Vedova e figlie di Maurizio Punzi, il 50enne barista travolto da un’auto che andava contromano giovedì notte in via per Cantù a Cucciago, hanno accolto così la notizia del fermo – da parte dei carabinieri – di Carmine Cirillo, l’incensurato di Milano che era alla guida del Renault Kangoo che è finito contro la moto di Punzi. Ed è stato il sindaco di Cantù, Claudio Bizzozero, ieri a comunicare loro – assieme ad alcuni ufficiali dei carabinieri – questa notizia. Sollievo anche degli amici el bar gestito da Punzi a Cucciago: molti giovani sotto choc che, però, hanno detto grazie ai carabinieri per il lavoro fatto e per vere preso l’autore di quel pazzesco incidente.

Frutto di una serata al bar – il “Sesto Senso” di Cucciago, vicino a quello di Maurizio – dove lui era stato a tracannare campari e gin la sera precedente. Ai militari, che lo hanno rintracciato dopo aver visionato telecamere a circuito chiuso di tutta la zona, avrebbe fatto le prime ammissioni. Ora Cirillo è in carcere al Bassone in attesa dell’interrogatorio di convalida del fermo. Al giudice dovrà ripetere le stesse cose, le stesse ammissioni. Spiegare anche, se riuscirà a farlo, perchè ha imboccato la via per Cantù contromano con il Kangoo rubato. Prima di allontanarsi a piedi dopo lo schianto e girovagare per l’intera notte nei boschi della zona. Al mattino seguente avrebbe preso il treno per rientrare a Milano. E lì lo hanno bloccato sebato sera i militari

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