CiaoComo - Notizie in tempo reale, news a como di cronaca, politica, economia

Camera di commercio:”Inizio di 2013 negativo”

Più informazioni su

Ci sono difficoltà enormi in ogni settore secondo l’analisi congiunturale dell’ente camerale lariano. Ecco il dettaglio voce per voce. In discesa anche il turismo per minore presenza di italiani. In calo pure fatturato e ordini sui mercati stranieri.

 

 

 

 

Difficoltà enormi. E problemi su problemi per le aziende comasche. Il clima che apre il 2013 rimane alquanto negativo: non solo non si sta concretizzando l’agognata uscita dalla crisi ma anzi si assiste ad un ulteriore avvitamento. Lo dice l’analisi congiunturale sul primo trimestre del 2013 della Camera di Commercio di Como . Sul mercato interno pesano simultaneamente austerità, incertezza e restrizione del credito determinando un calo dei consumi e della spesa pubblica che non viene controbilanciato nemmeno dal mercato estero, sul cui ruolo trainante cominciano ad addensarsi nubi: fatturato e ordinativi internazionali risultano in calo. Rispetto ai dati regionali, tuttavia, Como dimostra una maggiore capacità di “tenuta”. E questo è il dettaglio settore per settore:

Industria. Il 2013 si apre a Como con un calo tendenziale della produzione industriale del –1,2%, più contenuto rispetto a quello registrato a livello regionale (-3,4%). Può essere di consolazione constatare che la maggior parte delle altre province abbia registrato contrazioni ancora peggiori, tuttavia rimane comunque un dato negativo.

Artigianato. Anche per il I trimestre 2013 il settore artigiano conferma una performance tutt’altro che positiva dovuta in larga parte alla difficoltà della piccola dimensione aziendale di agganciare le opportunità di mercato riscontrabili (quando ci sono) unicamente sui mercati esteri. Il maggiore radicamento nel contesto locale (segnato dal calo dei consumi, degli investimenti e della spesa pubblica) espone le aziende artigiane a maggiori rischi, anche perché la ripresa è attesa solo per il 2014 e sarà modesta.

Commercio. Complessivamente il settore ha registrato una flessione della variazione tendenziale del fatturato pari a -5%, in netto calo rispetto alle precedenti rilevazioni. E’ da constatare che a fronte di un 65% del campione che ha incassato una flessione, il 30% è rimasto stazionario e solo un esiguo 5% ha registrato un incremento. Rispetto alla media lombarda (-6,3%), tuttavia, i dati di Como sono molto più confortanti. I prezzi di vendita sono risultati in lieve calo rispetto al periodo precedente (-0,3%) come il numero degli addetti (-0,9%).

Servizi. Il settore dei servizi (comprendente i servizi alle imprese e alle persone, il commercio all’ingrosso e i pubblici esercizi) ha registrato un calo del volume d’affari pari a -4,8% rispetto ai dati dell’anno precedente e del -4,0% rispetto al trimestre precedente. Il confronto con la media lombarda appare deludente: Como si posiziona stabilmente al di sotto dei dati regionali. Va rilevato che a fronte di un 42,6% di imprese che sono in forte calo, c’è comunque un 20,2% che registra incrementi superiori al 5%, valore che in questo contesto economico appare notevole. I prezzi di vendita sono risultati in lieve calo rispetto ai dati dei tre mesi precedenti (-0,3%), mentre il numero degli addetti risulta in crescita, in controtendenza con il dato regionale. Per quanto riguarda le costruzioni, invece, si registra una flessione del fatturato molto significativa sia dal punto di vista tendenziale (-7,3%) che congiunturale (-22,9%).

Turismo. Pur riconoscendo il ridotto peso dei primi tre mesi dell’anno sul dato turistico annuale nella provincia di Como, il confronto con lo stesso periodo dell’anno scorso mostra una leggera flessione (-1,7%) dei turisti giunti nel territorio comasco (circa 124.000 in totale) e una diminuzione più marcata (-7,5%) delle presenze totali (circa 226.000)
Il calo di arrivi e presenze in questo primo scorcio dell’anno è imputabile interamente al turismo interno: il flusso degli italiani è risultato in calo del 7,6%; al contrario quello degli stranieri è aumentato del 6,5%. Le giornate di presenza dei primi sono crollate del 14,3%, mentre i pernottamenti dei secondi sono risultati perfettamente in linea con quelli dell’anno scorso.

Demografia di impresa. Al 31 marzo 2013 al Registro camerale risultavano registrate 49.935 sedi di impresa (- 0,7% rispetto ai dati del primo trimestre 2012 e – 0,8% rispetto all’ultimo trimestre 2012), di cui effettivamente attive 44.725 (–1,1% e -0,9%).
Le iscrizioni e le cancellazioni (non d’ufficio) nel periodo gennaio/marzo 2013 sono state 1.002 e 1.302, dato inferiore a quello del 2012 (1.146 e 1.405). Il saldo trimestrale è di -300 unità, il peggiore degli ultimi anni.
Il grado di sofferenza delle imprese artigiane è rinvenibile anche nella movimentazione demografica camerale: a fronte di una consistenza pari a 17.456 unità, nel primo trimestre del 2013 le iscrizioni sono state 365, le cessazioni 673. Il saldo complessivo per il comparto artigiano risulta pari a -308 unità e, considerato che il saldo complessivo delle imprese è pari a -300 attività, ciò significa che nel periodo in esame il numero delle imprese non artigiane è cresciuto di 8 unità.
Quanto all’analisi delle cessazioni per settori di attività, le riduzioni più consistenti in termini assoluti hanno riguardato le costruzioni (-352 imprese, praticamente tutte artigiane), il commercio (-275) e le attività manifatturiere (154 cancellazioni, l’81% delle quali relative ad attività artigiane).
La situazione di crisi viene confermata anche dal numero dei fallimenti dichiarati dal Tribunale di Como: nel corso del 1° trimestre 2013 sono state emesse 33 sentenze fallimentari contro le 27 del 2012.

Più informazioni su