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Allarme della Cgil: mille medici rischiano il posto

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La crisi economica non conosce confini: la denuncia di queste ore riguarda i professionisti che lavorano per l’Inps da anni per effettuare le visite fiscali a domicilio dei lavoratori di aziende ed enti pubblici. “Sacrificati” per esigenze di bilancio. Chiesto un summit urgente.

 

 

 

Nei giorni scorsi, senza dare alcuna informazione, l’Inps ha deciso la sospensione temporanea delle visite fiscali d’ufficio che servono per verificare le assenze per malattia in aziende ed enti pubblici, lasciando alle sole ditte la possibilità di attivare il controllo. Per tentare di raggiungere l’obiettivo imposto dalla legge di stabilità, dunque l’istituto previdenziale potrebbe quindi tagliare sulle visite fiscali, inquadrandole a bilancio come voci di spesa non obbligatoria. «Nidil Cgil segue da molti anni le vertenze contrattuali dei medici di controllo Inps e ha tempestivamente dichiarato illegittima la disposizione operata dall’ente – commenta Ivan Talloru, Nidil Cgil – anche a Como chiederemo un incontro per chiarire la situazione”

Il provvedimento metterebbe a rischio, in Italia, circa mille posti di lavoro. I medici di controllo sono lavoratori autonomi, iscritti alla Federazione nazionale ordine dei medici chirurgi e odontoiatri ( FNOMCeO) che intrattengono un rapporto libero professionale con l’Inps. «Si tratta di circa mille lavoratori che da anni svolgono l’attività per l’Inps in modo esclusivo”, aggiunge ancora il sindacalista. Oggi si troverebbero quindi senza lavoro e senza la possibilità di accedere a nessun ammortizzatore sociale. Un’altra minaccia in un momento già critico per l’economia lariana. Sindacati ora impegnati a “tamponare” una situazione che rischia di diventare critica ed esplosiva al tempo stesso.

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