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Edicole lariane chiuse tre giorni. Per non morire

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Scatta domenica e si conclude martedì l’agitazione della categoria, ultimo anello della catena:”Non abbiamo armi per difenderci – spiegano i rappresentanti provinciali -. Ricattati e vessati dai distributori, ora basta!”.

 

 

 

Tre giorni di chiusura, uno sciopero per non morire. Stavolta a far sentire la propria voce, con una serrata dai toni drammatici (da domani, domenica 24, a martedì 26 compreso ndr) anche le edicole di Como e provincia. Mercoledì 27 riprenderà il servizio. Le motivazioni della protesta sono varie: per prima cosa la forte crisi ha coinvolto anche l’editoria dove sono crollate le vendite di quotidiani e periodici. Sono in difficoltà gli editori e sono diminuiti i fornitori degli edicolanti(distributori locali). Ma i giornalai, ultimo anello della catena, sono la categoria maggiormente in sofferenza. “Inizialmente lo sciopero era stato indetto dalle tre sigle sindacali che rappresentano la categoria – spiega Gianfranco Labò, vice presidente nazionale SNAG, intervenuto in Confcommercio Como durante l’assemblea straordinaria indetta per discutere dello sciopero – ma poi Sinagi e Usiagi si sono sfilati. Snag Confcommercio porta avanti invece la protesta, perché i dati sono terrificanti, le edicole continuano a chiudere. Abbiamo scelto le date delle elezioni politiche proprio per attirare l’attenzione su una categoria che non viene ascoltata”. All’agitazione, dunque, potrebbero non aderire tutte le edicole comasche visto che lo sciopero è stato confermato solo da un’organizzazione sindacale.

“L’edicolante non ha armi per difendersi dalla crisi del sistema – ha aggiunto Enrico Righi, presidente provinciale Snag -. Non può scegliere quali pubblicazioni ricevere e porre in vendita, né la quantità, né il fornitore a cui rivolgersi. Deve pagare le pubblicazioni in anticipo e non può toccare i prezzi imposti dagli editori. Subisce le vessazioni e i ricatti del distributore. Per tutti questi motivi lo sciopero è indispensabile”. “Queste giornate di sciopero si aggiungono alla Giornata di mobilitazione del 28 gennaio – ha  aggiunto Graziano Monetti, Direttore di Confcommercio Como – giornata in cui le categorie si sono attivate per far sentire la propria voce e portare all’attenzione delle autorità le criticità dei settori da noi rappresentati, problematiche raccolte nel “Libro Nero” di Confcommercio Como consegnato al Prefetto Tortora”.

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