CiaoComo - Notizie in tempo reale, news a como di cronaca, politica, economia

La Senologia del Sant’Anna compie vent’anni

Più informazioni su

altIl bilancio è stato presentato questa mattina. In provincia di Como le donne che si ammalano di tumore alla mammella sono circa 300 l’anno.

 

 

 

 

Tempo di ricovero ridotto a una giornata e una nuova tecnica chirurgica, la nipple-sparing mastectomy, che prevede l’asportazione completa della ghiandola mammaria risparmiando la cute, l’areola e il capezzolo. Sono queste le ultime novità introdotte dalla Senologia dell’Ospedale Sant’Anna, struttura multidisciplinare che quest’anno festeggia il ventesimo anno di attività. Il bilancio del lavoro svolto in queste due decadi è stato presentato stamattina da Fabio Banfi, direttore medico del presidio di San Fermo della Battaglia, Giario Conti, direttore del Dipartimento Chirurgico, Monica Giordano, primario di Oncologia dell’Ao Sant’Anna e direttore del Dipo, Dipartimento Oncologico provinciale, Dorian Cosentino, primario della Radioterapia del Sant’Anna e direttore del Dipartimento di Diagnostica e Alte Tecnologie, Pietro Giuseppe Capreti, primario della Chirurgia e Aldo Battaini, coordinatore della Breast Unit. “L’ospedale Sant’Anna – ha sottolineato il direttore medico di presidio Banfi all’inizio dell’incontro – per la sua dotazione tecnologica e per la presenza di tutte le specialità oncologiche svolge un ruolo fondamentale su tutto il territorio provinciale e conferma, con il potenziamento dell’offerta in ambito senologico, la sua vocazione alla diagnosi e cura dei tumori”. Nel tempo l’equipe di medici si è ampliata grazie al contributo di nuove forme professionali. Nell’arco di tempo dei vent’anni di attività sono stati trattati circa 2.200 casi di tumore mammario (lesioni maligne) e circa 800 sono stati i casi nell’ambito della patologia benigna (lesioni benigne fin dall’esordio o lesioni sospette che poi risultano benigne all’esame istologico.  “Il metodo utilizzato – ha spiegato Monica Giordano – è stato l’approccio multidisciplinare con discussione dei singoli casi clinici e visite collegiali inizialmente con cadenza settimanale e successivamente bisettimanale allo scopo di ampliare e di migliorare soprattutto la fase di comunicazione del programma terapeutico della paziente con la collaborazione dello psicologo”. Costante l’aggiornamento delle metodiche di intervento, come precisa Battaini “Dal punto di vista chirurgico nel corso degli anni sono state introdotte nuove metodiche. L’ultima novità, introdotta qualche mese fa, la nipple-sparing mastectomy con anche la contestuale ricostruzione della mammella, è stata eseguita già in quattro casi con successo e in assenza di complicanze.  Questa metodica ha vantaggi anche dal punto di vista estetico a fronte di un’inalterata efficacia oncologica”.

Introdotto da luglio scorso anche il trattamento del tumore mammario in regime di Day Surgery. “Per individuare la paziente da sottoporre a intervento e poi da dimettere in giornata – ha spiegato Battaini – vanno valutati innanzitutto criteri clinici: le lesioni mammarie non devono essere superiori a 15 millimetri con ecografia ascellare negativa e quindi candidabili al prelievo del linfonodo sentinella con elevata possibilità di risposta negativa, ci deve essere un basso rischio anestesiologico, l’assenza di gravi patologie associate a rischio emorragico e la possibilità di trattamento in un tempo unico oppure in due tempi, con due accessi in Day Surgery, per le pazienti che effettuano un primo intervento con finalità diagnostiche e successivamente il prelievo del linfonodo sentinella”.  Tra i requisiti logistico-organizzativi è richiesto che l’ospedale che ha in cura la paziente abbia un Pronto Soccorso aperto 24 ore su 24 e la Guardia interna chirurgica. Inoltre, il domicilio della paziente non deve distare più di 20 chilometri dal presidio e la donna deve essere autosufficiente e convivere con familiari. “Dall’introduzione  del regime di Day Surgery – ha sottolineato il responsabile della Breast Unit – abbiamo trattato sette pazienti (sei pazienti con intervento unico e una paziente con intervento in due tempi) senza complicanze significative”. Fondamentali restano la diagnosi precoce e le terapie mirate. “E’ fondamentale ricordare che i programmi di screening mammografico – è intervenuto il professor Dorian Cosentino – e percorsi di prevenzione secondaria che variano a seconda dell’età hanno consentito nel tempo di intervenire sempre più in anticipo sulla malattia. Un ruolo importante lo giocano anche le nuove tecnologie, a partire dalla mammografia digitale fino a quelle che consentono anche la stadiazione del tumore e la rilevazione di eventuali metastasi. Per quanto riguarda le terapie, la radioterapia è sempre più mirata per evitare di danneggiare con l’irradiazione i tessuti sani circostanti la neoplasia”. Sulle cure è intervenuta anche la dottoressa Giordano, che ha ricordato come anche la chemioterapia, che si avvale di farmaci “intelligenti” capaci di colpire le cellule tumorali, sia ormai diventata “su misura” per ogni paziente, impostata su cicli più brevi rispetto al passato, e, indipendentemente dalla durata, con meno effetti collaterali consentendo così anche una migliore qualità della vita”.

 

Dati:
Nei Paesi occidentali una donna su otto si ammala di tumore alla mammella. In provincia di Como le donne sono circa 300 l’anno. All’ospedale Sant’Anna vengono operate 150 donne l’anno e 250 si sottopongono lì a radioterapia. Quando il tumore misura fino a due centimetri, c’è il 50% di possibilità di guarire completamente. Di qui l’importanza della diagnosi precoce, degli screening e dei controlli mammografici periodici.

 

Più informazioni su