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L’emozione di Coletti:”Ho trovato un Papa sereno”

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Il vescovo di Como oggi faccia a faccia con Benedetto XVI a Roma. Un incontro di grande intensità emotiva. Il racconto del faccia a faccia nelle sue parole. Prima anche una messa sulla tomba di San Pietro.
Un incontro di straordinaria intensità emotiva. E’ quello che si è svolto oggi a Roma tra i vescovi della Lombardia – tra cui Diego Coletti – ed il Papa a pochin giorni dal suo annuncio di uscire di scena a fine mese. È stato uno fra gli ultimi appuntamenti pubblici ufficiali di papa Benedetto XVI, per il quale, nelle prossime ore, inizieranno gli esercizi spirituali della Quaresima. Prima di incontrare il pontefice, di buon mattino i presuli hanno celebrato la Santa Messa, presieduta dal cardinale Angelo Scola, sulla tomba di San Pietro e poi, con il presidente della CEI cardinale Angelo Bagnasco, hanno fatto visita alla Congregazione per i Vescovi. Emozione forte per Coletti come riporta il sito ufficiale della Diocesi di Como dal quale è tratta l’intervista che vi proponiamo.

Eccellenza, prime impressioni della visita di oggi…
L’incontro è durato circa un’ora ed è stato di forte intensità emotiva, espressione del grande affetto e della riconoscenza per la persona del Santo Padre. Come presuli della Lombardia siamo stati l’ultimo gruppo di vescovi, in udienza pubblica, del pontificato di papa Benedetto. Il Santo Padre ha esordito con alcune parole di lode, affermando, letteralmente, che la “Lombardia è il cuore credente dell’Europa”. Egli faceva riferimento non solo alla posizione geograficamente centrale delle nostre diocesi, ma ha voluto sottolineare la tradizione e il valore delle nostre Chiese lombarde. Ciascuno di noi ha avuto a disposizione una manciata di minuti per confrontarsi con il Santo Padre in merito ad alcune delle cose che ci stanno a cuore e ci sono state convergenze interessanti e notevoli…
Ad esempio?
Innanzitutto sul tema della fede, la sua cura e il suo slancio. Anche in questo caso il Papa ha usato espressioni molto belle, parlando di gioia, amore e carità. Quando la fede è vera, è autentica ci sono anche la gioia e l’esercizio concreto, vivo, dell’amore. Con molti dei miei confratelli vescovi abbiamo inoltre sottolineato l’attenzione rinnovata che si deve avere nei confronti delle nostre comunità, degli oratori, dell’educazione dei giovani, delle vocazioni sacerdotali e religiose, della preparazione adeguata al matrimonio… Insomma, tutti quei progetti sui quali, nella nostra diocesi, stiamo lavorando intensamente, compreso il cammino dell’Iniziazione cristiana dei fanciulli. Fondamentale anche la cura della formazione degli educatori e dei collaboratori alla pastorale. È stata evidenziata, infine, la necessità di un accompagnamento-formazione permanente per i preti, che non sia soltanto un aggiornamento teologico, ma sia fatto di occasioni per riprendere con entusiasmo e fiducia un ministero pastorale che rischia di diventare sempre più difficile, complesso e avaro di immediate soddisfazioni.
Come vi siete congedati?
Al termine papa Benedetto ci ha donato, in ricordo di questo incontro, una croce pettorale e abbiamo potuto scambiare ancora personalmente qualche parola con lui… Poi le foto di rito e il ritorno nella “Casa Santa Marta”, nel luogo che, fra pochi giorni, ospiterà i cardinali chiamati al Conclave per l’elezione del nuovo Pontefice.
Con quali sentimenti rientrate in diocesi lei e suoi confratelli vescovi?
Tra di noi la convinzione è che abbiamo avuto un grande uomo, un grande credente, un grande papa, il quale ha avuto l’umiltà da una parte e il coraggio dall’altra di fare una scelta, quella di “passare il testimone”, che nella Chiesa non veniva fatta da secoli. In questi giorni sentivo dire che “la paternità non dovrebbe mai andare in pensione”. In realtà, per Benedetto XVI, quello che va in pensione non sono la paternità o l’amore per la Chiesa. Va in pensione soltanto l’aspetto del servizio e del governo. Come se, in una grande famiglia, il capostipite, capendo che gli non più è possibile riuscire a tenere insieme tutte le cose, passa la mano a qualcuno dei suoi figli giovani. Ma rimane, con il suo amore, dentro le relazioni familiari. Ed è quello che abbiamo toccato con mano in questa bellissima e stranissima Visita ad limina.
Un Papa molto sereno…
Direi proprio di sì. Alla fine del mio breve intervento Benedetto XVI mi ha detto: “le sue parole sono state molto incoraggianti”. È commovente il fatto che un uomo, nella sua condizione, abbia pienamente colto l’incoraggiamento di una passione che abbiamo cercato di comunicargli. Questo dice, nonostante la comprensibile sofferenza per una decisione che non ha certo assunto a cuor leggero, della sua grande serenità di fondo.

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