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Prima nel lago e ora le fiamme: Manzi ci riprova

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Il fondatore di Sos Racket, salvato da un sommozzatori un mese fa a Como, ieri sera si è dato fuoco davanti alla sede Rai di Milano. Gravi ustioni, ma è fuori pericolo. RIVEDI LE PAROLE DEL SUB CHE LO HA SALVATO DALLE GELIDE ACQUE DEL LARIO.

 

 

 

 

Un mese fa ci ha provato nel lago di Como. Salvato in tempo da Luciano Fascendini, un sub con grande esperienza in forza al comando provinciale di Como. Gesto estremo per le minacce ricevute dalla criminalità per la sua attività di presidente dell’Associazione Sos Racket. Ma anche per qualche problema economico. Ieri sera Frediano Manzi ci ha ritentato: davanti alla sede rai di Milano, Corso Sempione, si è cosparso di benzina e si è dato fuoco dopo aver lasciato al portiere diverse denunce da lui formalizzate e senza seguito. Un autista di un bus, di passaggio in quel momento, lo ha salvato: con l’estintore ha spento le fiamme.

Manzi è ora ricoverato in prognosi riservata all’ospedale Niguarda di Milano. Serie ustioni al volto ed in altre parti del corpo. Ma non è giudicato in pericolo di vita. La conferma dalla Questura di Milano.

Rivedi l’intervista video a Luciano Fascendini che a gennaio ha salvato Manzi dalle acque del lago dopo un precedente tentativo di suicidio.

 

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Frediano Manzi la scorsa primavera era rimasto ferito in un agguato vicino alla sua casa di Lomazzo: un episodio tutto da chiarire e sul quale i carabinieri non hanno ancora definito i dettagli e sopratutto chi è stato a sparare alle gambe del presidente di Sos Racket ed usura

 

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