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Un bel ‘vaffanc…’ non basta

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Nello studio dell’esperto di diritto del lavoro Roger Rudolph una raccolta di casi in cui l’insulto è stato giudicato diversamente

 

 

Per dire “vaffanc….” al capo e passarla liscia occorrono due  condizioni, che non ci siano testimoni e che il vostro posto di lavoro sia in Svizzera. Secondo la Corte d’appello del Canton Ticino un “vaffanc…” non è sufficiente per essere licenziati  mentre in Svizzera Romanda  un povero imbianchino dall’animo gentile che ha apostrofato il suo datore di lavoro con un quasi garbato “avido profittatore” si è meritato il licenziamento con tanto di avallo del Tribunale Federale. Evidentemente nella Confederazione Elvetica la portata degli insulti varia da cantone a cantone, così capita che una segretaria dell’ Appenzello resti disoccupata perché  si è rivolta al suo superiore con  “state cominciando a…” senza nemmeno finire la frase, ma in presenza di testimoni che hanno indotto il  tribunale ad emettere  una sentenza di giusta causa in quanto la frase “poteva essere intesa solo come denigratoria”,  mentre  un ben più esplicito “vaffanc….” Indirizzato al capo in Canton Ticino non è ritenuto sufficiente per essere licenziato.

 

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