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I rimborsi sospetti, anche Gaffuri indagato

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Una nuova bufera si abbatte sulla Regione Lombardia a pochi giorni dal voto. A breve l’invito a comparire in Procura a Milano. Il comasco Gaffuri:”Nulla da nascondere, solo spese per attività politica”.

 

 

 

 

Nuovo scandalo in Lombardia. Ma questa volta nella bufera c’è il centro-sinistra. Uno scandalo che potrebbe pesare, e moltissimo, in un’ottica elettorale. Una ventina di consiglieri dell’opposizione del Pirellone, tra i quali alcuni esponenti del Partito Democratico e dell’Italia dei Valori, risultano indagati per peculato nell’ambito dell’inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto di Milano, Alfredo Robledo, e dai pm Paolo Filippini e Antonio D’Alessio. La stessa che ha già portato nel registro delle persone sottoposte ad indagine oltre 60 consiglieri della maggioranza tra cui anche alcuni comaschi come Gianluca Rinaldin, Giorgio Pozzi, Edgardo Arosio e Dario Bianchi. Secondo quando riportato da alcuni organi di stampa tra gli indagati anche il comasco Luca Gaffuri. Nel mirino degl inquirenti, ci sono finite le spese sospette fatte con i rimborsi regionali nel corso dell’ultima legislatura.Nei prossimi giorni verranno notificati gli inviti a comparire in Procura a Milano per gli interrogatori. “Ci facevano la morale…” – Dopo la notizia dell’indagine, l’ex governatore Roberto Formigoni si toglie un sassolino dalle scarpe: “Ambrosoli aveva giurato di non volere indagati in lista. Ora le sue liste ne sono piene. Che farà adesso l’avvocato ?”, ha cinguettato su twitter in queste ore. Poi il candidato leghista al Pirellone, Roberto Maroni, sempre su twitter: “20 consiglieri lombardi Pd e Idv indagati per peculato. Ma guarda, tutta gente che ci faceva la morale…”.

 

In merito alle notizie secondo cui sarebbero indagati una ventina di consiglieri regionali dell’opposizione è intervento il proprio il capogruppo del Pd in Regione Lombardia, il comasco Luca Gaffuri. “È giusto che la magistratura approfondisca e verifichi i conti dei gruppi consiliari e quindi anche quelli dell’opposizione. Ribadiamo dunque la fiducia nel lavoro degli inquirenti e garantiamo la piena disponibilità a chiarire ogni aspetto della nostra attività e dei nostri bilanci. Teniamo a ribadire che nella nostra contabilità i rimborsi diretti ai consiglieri sono meno del due per cento del bilancio del gruppo. Il resto sono attività di funzionamento, di comunicazione e per il personale. Siamo certi di poter dimostrare di aver utilizzato le risorse a nostra disposizione per l’attività politico istituzionale: nella nostra documentazione non si troveranno spese per cartucce da caccia o per banchetti di nozze.”

 

Raggiunto telefonicamente dalla redazione nelle ultime ore, dopo le indiscrezioni che lo darebbero tra gli indagati, Gaffuri ribadisce “Non ho ricevuto niente”. 

 

 

(Nella foto il grattacielo del Pirellone a Milano, sede della Regione Lombardia)

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