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‘Ndrangheta al Nord, la Cassazione annulla tutto

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Ravvisato un vizio di forma nel deposito delle motivazione. Ed adesso tutto è possibile. Anche decine di richieste di scarcerazione da parte dei legali degli imputati. Nei guai anche l’imprenditore canturino Perego.
La Cassazione ha annullato per un vizio di forma il deposito delle motivazioni della sentenza del processo milanese ‘Infinito’ sulle infiltrazioni delle cosche della ‘ndrangheta in Lombardia,conclusosi con 110 condanne.Ora sara’ la Corte d’appello valutare gli effetti sul processo di secondo grado.Tra le ipotesi c’é la possibilità che i giudici possano annullare la sentenza di primo grado.I difensori degli imputati sono pronti a chiedere la scarcerazione dei loro assistiti. Tra di loro ci sono anche diversi comaschi ritenuti affiliati ai vari clan e per questo condannati. A finire nei guai in questa inchiesta anche l’imprenditore canturino Ivano Perego, ex titolare dell’ominima società poi finita sotto il controllo della criminalità e costretta al fallimento. La decisione della Cassazione, al momento, non modifica nulla. Tutti i presunti “ndranghetisti” restano in cella, al momento.

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