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C’è lo “strappo” di Passera: addio a Monti

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L’ex ministro comasco si chiama fuori dalla partita e dalla lista dell’ex premier per divergenze politiche, così lui assicura. Ora resta da capire cosa farà. E dire che stava lavorando alacremente all’idea…

 

 

 

«Non sono più della partita». E’ davvero un ritiro clamoroso – e polemico all’idea sostenuta fino a ieri. Poi la svolta, improvvisa, clamorosa appunto. Con queste poche Corrado Passera, comasco, ex Ministro del governo Monti, annuncia che non si candiderà nella squadra del l’ex premier e non parteciperà alle prossime elezioni. Scrive il quotidiano che le motivazioni del dissenso sono solamente politiche: «La mia linea non è passata. Mi dispiace, ma a questo punto non sono più disponibile». Chi è stato attorno al tavolo delle trattative lo ha visto combattere fino all’ultimo per la sua idea, quella di una lista unitaria sia alla Camera che al Senato, a significare la compattezza del progetto montiano. Con Mario Monti che l’ha ascoltato e che, prima di decidere, ha voluto sentire nuovamente il parere di tutti su un tema così delicato, che inciderà sulla campagna elettorale. E l’ha visto discutere lungamente con chi, invece, era contrario all’idea di annullarsi sotto una stessa sigla, là dove, alla Camera, non si è costretti dal Porcellum a procedere uniti.

Le ragioni della lista unitaria alla fine non hanno prevalso, anzi si è parlato della possibilità che nascono anche più di due liste. Per Passera si trattava di una questione «dirimente» rispetto alla sua scelta personale. E, visto che «non c’erano più le condizioni », ha detto chiaramente che non si candiderà. Ai suoi interlocutori ha spiegato ugualmente che le offerte elettorali, diverse anche se collegate tra di loro, daranno a suo giudizio l’impressione di un «franchising» che Monti non riuscirà a controllare pienamente. E ora resta da capire se quello di Passera è un addio definitivo dalla politica oppure no.

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