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Spese legali e metà stipendio, Rumi chiede i danni

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Venerdì mattina prima udienza davanti al giudice del lavoro di Como per l’ex primario, licenziato per giusta causa dopo la condanna rimediata. L’azienda pronta a difendere le sue scelte.

 

 

 

Ora i danni. E sono tanti: un milione e mezzo, euro più, euro meno. Angelo Rumi, ex primario dell’ospedale Sant’Anna – condannato in primo grado a 5 anni e 4 mesi per le morti avvenute nel suo reparto, non ha certo perso la verve combattiva. E passa al contrattacco chiedendo – nell’udienza già fissata per venerdì mattina davanti al giudice del lavoro di Como – il risarcimento di quello che per lui è stato un danno: per prima cosa le spese legali (un milione circa) sostenute nella lunga inchiesta e nel successivo processo, poi la metà dello stipendio che l’azienda comasca gkli ha versato regolarmente nel periodo di sospensione dall’incarico prima del licenziamento per giusta causa (avvenuto dopo la condanna), ma chiede anche il versamento dell’indennità di mancato preavviso di licenziamento. Insomma, un milione e mezzo di euro.

Nessun commento da parte dell’azienda ospedaliera Sant’Anna, pronta a sostenere le sue ragioni in udienza da venerdì. La prima udienza vedrà il giudice del lavoro cercare di mediare tra le parti e tentare una non facile conciliazione.

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