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E Sallusti diventa un “caso”:Voglio il carcere

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Il direttore de “Il Giornale” rifiuta gli arresti domiciliari concessi oggi dal giudice di sorveglianza. E chiama il causa il Procuratore di Milano in modo diretto. Il giornalista comasco, al momento, non può lavorare.

 

 

 

Adesso Alessandro Sallusti diventa un “caso”. Perchè nel giorni in cui il giudice di sorveglianza di Milano ha accolto l’istanza del Procuratore Edmondo Bruti Liberati sugli arresti domiciliari per il giornalista comasco, ecco che lui – con una mossa a sorpresa -spiazza tutti. Convoca una conferenza stampa e chiede ufficialmente al Procuratore Liberati di voler andare in carcere a scontare i 14 mesi rimediati per diffamazione. “Rifiuto gli arresti domiciliari e dico a Bruti Liberati che se non trasforma subito il reato in detenzione si rende complice dell’evasione”.

Domicliari per Alessandro Sallusti. Il giudice di sorveglianza di Milano Guido Brambilla ha accolto l’istanza avanzata dal procuratore della Repubblica Edmondo Bruti Liberati per il direttore de ‘il Giornale’. Sallusti però con un colpo di scena ha indetto una conferenza stampa e ha confermato di “volere il carcere”: “Rifiuto gli arresti domiciliari e dico a Bruti Liberati che se non trasforma subito il reato in detenzione si rende complice dell’evasione”.

Il provvedimento del giudice di Milano Brambilla assegna i ‘classici’ arresti domiciliari per Sallusti, per cui per il momento  non potrà lavorare. Nei prossimi giorni, il giornalista potrà tuttavia chiedere allo stesso giudice della sorveglianza di poter recarsi sul posto di lavoro percontinuare a svolgere la sua
professione. Il direttore de “il Giornale”, ex de La provincia di Como, quando la sua condanna è divenuta definitiva avrebbe potuto chiedere una misura alternativa alla detenzione, ma non l’ha fatto.

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