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Il comasco del sequestro Spinelli:”Vi dico tutto”

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Non ha risposto al Gip di Milano, ma promette di aiutare la Procura a fare luce sulla complicata vicenda. Per domani convocato in Tribunale. Nessun dato nella chiavetta-Usb trovata.

 

 

 

Vuole spiegare e dire la sua verità. Chiarire i contorni della sua partecipazione al sequestro-lampo del cassiere di Silvio Berlusconi, Giuseppe Spinelli. E così dopo aver detto al Gip di Milano Paola Di Lorenzo che si avaleva della facoltà di non rispondere, il comasco Alessio Maier ha deciso di collaborare. Stessa cosa del presunto capo-banda Francesco Leone, sentito ieri, il cuo interrogatorio è stato secretato dai Pm. Maier è atteso per domani in Procura a Milano: i magistrati si aspettano molto da lui e dalle sue “rivelazioni” dipenderà anche la permanenza o meno in cella. Il suo legale ha confermato che Alessio (nella foto della polizia di stato assieme a Leone) è disposto a spiegare e chiarire tutto.

Ieri sono stati interrogati – ed anche loro hanno parlato e cercato di spiegare – i tre albanesi della banda di sequestratori che avrebbero chiesto a Spinelli 35 milioni di euro per rivelare segreti e docvumenti esclusivi per l’ex premier Berlusconi, in grado di “salvarlo” dalla condanna nel processo sul Lodo-Mondadori. Piccolo particolare, ma importante per gli inquirenti: nella chiavetta-Usb trovata ai fermati, non c’era traccia di documenti esclusivi. Resta confermato il sospetto della Procura milanese: Maier e soci avrebbero, comunque, preso dei soldi, ora finiti probabilmente su conti svizzeri. Su questo punto, però, tutti negano. Da Spinelli a Berlusconi.

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