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Sequestro Spinelli, anche un comasco tra i fermati

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Si tratta di un 46enne residente a Malnate, ma nato in città. Con lui in carcere altre cinque persone tra cui tre albanesi. Hanno chiesto al cassiere di Berlusconi 35 milioni di euro in cambio di documenti riservati.

 

 

 

 

 

Sei arrestati per il sequestro lampo – a scopo di estorsione – di Giuseppe Spinelli, stretto collaboratore – nonchè cassiere – di Silvio Berlusoni. L’episodio è avvenuto a metà ottobre ed oggi la polizia di Milano ha effettuato il blitz che ha portato in cella i sei presunti autori di quell’episodio. Tra di loro anche Alessio Maier, 46 anni di Malnate (ma nato a Como), poi Pierluigi Tranquilli, 34enne romano e Francesco Leone, pregiudicato pugliese di 51 anni. Secondo gli inquirenti Maier e soci sarebbero stati gli ideatori ed organizzatori del sequestro a scopo di estorsione: a Spinelli, bloccato nella sua villa in brianza con la moglie, avrebbero chiesto 35 milioni di euro in cambio di documenti riservati (che in realtà non avevano in mano) per poter ribaltare la sentenza di appello del cosiddetto Lodo Mondadori con la condanna di Berlusconi.

Oltre a loro tre, in cella anche tre albanesi che li avrebbero aiutati nell’attuare il piano. Il primo ad essere smascherato è stato proprio Leone, immortalato fuggire dalla villa di Spinelli con scarpe di colore rossonere (sua squadra del cuore). Da lui gli inquirenti sono risaliti agli altri tra cui Maier.

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