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Sindaco e tecnici rischiano la condanna per il dosso

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Il Pm Mariano Fadda è convinto che non andava realizzato: sarebbe stato la causa principale della morte di un ragazzo di 17 anni di Cabiate nel giugno del 2010. Era poi finito contro un paletto.

 

 

 

Secondo il Pm Mariano Fadda sono colpevoli il sindaco e tutti i tecnici che hanno disposto e realizzato quel dosso contestato in via Padulli a Cabiate. E per questo, nella sua requisitoria in Tribunale a Como, ha chiesto per tutti loro 6 mesi di condanna – sospesa – per omicidio colposo. A rischiare la condanna il primo cittadino di Cabiate Maurizio Brenna, il comandante della polizia locale Giuseppe Santoro, il responsabile dell’ufficio tecnico comunale Paolo Bedini Ferrari, l’architetto Giuseppe Vimercati e il responsabile della ditta che ha eseguito i lavori, Carlo Vismara. La vicenda che li ha portati ad affronatre il processo è quella della morte – giugno del 2010 – di Gaetano Sesto, 17enne di Cabiate, finito con il suo scooter contro un paletto ai lati della carreggiata dopo aver preso il “volo” proprio su quel dosso tanto alto da essere giudicato fuori norma dalla Procura. Di parere opposto, ovviamente, gli indagati che si dovranno difendere nella prossima udienza in aula. Il Pm ha poi chiesto 4 mesi di reclusione (sempre sospesi) per Sergio Borgonovo che avrebbe aiutato la giovane vittima a modificare il suo ciclomotore prima dello schianto.

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