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Scintille in Regione, Formigoni:”Legislatura finita”

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Seduta del consiglio regionale all’insegna della tensione. Maxi-striscione dell’opposizione sul banco del presidente. Il comasco Gaffuri:”Pronti alle dimissioni anche oggi. Ma il Pdl?”.

 

 

 

“Questa legislatura regionale è giunta al termine”. Roberto Formigoni prende la parola in Aula nel Consiglio regionale della Lombardia e sottolinea che i consiglieri del Pdl hanno messo a disposizione le proprie dimissioni. “Questa settimana – annuncia il governatore – procederò a dar vita a una nuova giunta” che sarà “completamente rinnovata, di persone esterne alla politica”.

“Prima di sciogliere il Consiglio regionale per andare alle elezioni, è opportuno correggere la legge elettorale”, eliminando il listino bloccato, ribadisce Formigoni. “Si può fare in tempi rapidissimi e nel corso di questa settimana è possibile cambiare la legge eliminando i listini, poi scatteranno le dimissioni dei consiglieri”. Per discutere della riforma della legge elettorale una seduta del Consiglio è stata convocata per il 25 ottobre.

Negli auspici del presidente delle Regione “questa è l’ultima settimana di vita del consiglio lombardo”: “entro questa settimana finisce questo Consiglio regionale, perché il prefetto possa stabilire entro 45 giorni il voto”. Formigoni ricorda infatti, come già ieri, che la legge stabilisce la convocazione delle elezioni dai 45 ai 90 giorni dallo scioglimento dell’Assemblea regionale. E dunque, anche forte delle dimissioni in bianco dei consiglieri del Pdl, Formigoni sostiene che occorrono “tempi rapidissimi” per aprire una nuova legislatura e che “si può e si deve andare a votare prima di Natale o al massimo a metà gennaio”. Ad ogni modo, Formigoni ribadisce di ritenere “un errore interrompere questa legislatura”.

Netto, poi, il governatore sulla eventuale candidatura di Maroni alla presidenza del Pirellone.  “Ritengo irrituale – dichiara – che il capo di un partito che ha fatto cadere la Giunta che ha lavorato bene possa pretendere di essere il candidato. E comunque la Lega – secondo Formigoni – è difficile possa esprimere anche il candidato”. Il capogruppo del Pdl al Consiglio regionale, Paolo Valentini, assicura: “Una settimana e le nostre dimissioni sono sul tavolo. Se si cambia la legge elettorale bene, sennò andiamo a votare con quella attuale. Politicamente la maggioranza non c’é più”. A proposito della Lega, Valentini garantisce che i buoni rapporti restano. “Tutte le riflessioni sono giuste – dichiara in Aula rivolgendosi al capogruppo del Carroccio Galli – ma si deve andare a votare subito”.

Il capogruppo del Pd Luca Gaffuri, comasco, ha replicato a Formigoni di essere “disponibili ad associare le nostre firme a quelle del Pdl la prossima settimana o anche già oggi per porre fine alla legislatura in lombardia”. Gaffuri da settimane ha in mano le dimissioni in bianco dei consiglieri del suo partito, dell’Idv e del gruppo misto. “Se le nostre tre firme sono utili per andare a elezioni, siamo pronti” a rassegnare le dimissioni, fa eco il capogruppo dell’Udc Gianmarco Quadrini. L’Udc e i Pensionati finora, unici sul fronte dell’opposizione, non avevano ancora annunciato la volontà di rassegnare le dimissioni.

Spicca un’assenza, nell’Aula del Consiglio regionale lombardo che sta discutendo animatamente della fine anticipata del quarto mandato del governatore Formigoni. E’ quella di Nicole Minetti, consigliera regionale del Pdl, a processo per il caso Ruby, che è stata una delle figure più al centro di polemiche di questa legislatura iniziata nel 2010. La Minetti, eletta nel listino bloccato che proprio adesso anche Lega e Pdl vogliono eliminare prima dello scioglimento del Consiglio, è in congedo per motivi personali così come un altro consigliere. Il resto dell’Aula è presente.

Prima dell’avvio della seduta, i consiglieri del centrosinistra hanno occupato il banco di presidenza dell’Aula del Pirellone per chiedere che si parli formalmente della crisi della Giunta Formigoni. Esponenti del Pd, seguiti da Idv e Sel hanno coperto il banco della presidenza con un maxi striscione arancione con la scritta: “Tempo scaduto Formigoni dimettiti”. Prima dell’inizio della seduta lo striscione è stato tolto.

(Fonte Ansa)

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