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La Lega chiede il voto, Formigoni è alle strette

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Il presidente della Regione sempre più isolato ed in difficoltà. Gli alleati del Carroccio pensano al voto la prossima primavera. Domani sera a Milano il centrosinistra in strada per chiedere le dimissioni subito.

 

 

 

La Lega mette i freni a Formigoni: nuova giunta si, ma solo fino alla prossima primavera, poi si torna a votare. La svolta è arrivata ieri dopo il summit dei vertici del Carroccio. E il presidente della Regione, che già si è attivato per preparare una nuova giunta, non ha gradito. Il governo a tempo non gli va. Pronto ora a chiedere un faccia a faccia con Roberto Maroni per definire la stretegia futura. Ma vista questa situazione è difficile poter trovare un’intesa tra Lega – che vuole tornare al voto in primavera – e Formigoni che intende andare a fine mandato nel 2015. Intanto le opposizioni non mollano: domani sera, alle ore 20.30, in via Melchiorre Gioia a Milano, sotto Palazzo Lombardia, il centrosinistra organizza una manifestazione pubblica, aperta ad associazioni, movimenti, organizzazioni, simpatizzanti e a tutti i cittadini, per chiedere ancora una volta a gran voce al presidente Formigoni di dimettersi e permettere ai lombardi di tornare al voto al più presto. Resta sospeso dal Pdl -ma tuttora in consiglior egionale – il consigliere comasco Gianluca Rinaldin, condannato in settimana a due anni e  mezzo per truffa e falso ideologico.

(Nella foto a lato l’ingresso del Pirellone di Milano, sede della Regione, vicino al titolo il presidente Formigoni)

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