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Pronto il tunnel della Valsolda dopo 38 anni di attesa

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Giornata storica per il Ceresio: la galleria che permetterà più respiro al traffico della zona viene inaugurata oggi. L’amarezza di Gaffuri:”Ma è un simbolo di gestione fallimentare per soldi e tempo”.

 

 

 

«Dopo ben 38 anni di attesa finalmente apre al traffico la variante alla strada Statale ‘Regina’ tra Cressogno ed il confine di stato di Gandria. Un momento tanto desiderato: per lunghi decenni è apparso un incubo ma oggi diventa realtà per tutti coloro che utilizzano quotidianamente questo tratto di strada per recarsi da Porlezza a Lugano e per i numerosi turisti che affollano queste zone della provincia lariana durante la stagione estiva». Così Luca Gaffuri, capogruppo del PD in Consiglio Regionale, interviene commentando l’inaugurazione di oggi -con tutte le autoritàpresenti – del tunnel che permetterà di aggirare le strettoie sul percorso stradale che dalla dogana di Gandria porta a Cressogno, la cosiddetta “variante del Ceresio” (nella foto da blog.altolario in fase di costruzione).

I costi dell’opera stimati all’apertura del cantiere, nel 1990, erano di 10 milioni di euro, che negli anni sono lievitati fino a raggiungere i 120 milioni di euro. «Quella di oggii – spiega Gaffuri – è una vera e propria data storica non solo per tutta la Valsolda ma per il territorio comasco che si affaccia sulle rive del Ceresio. In particolar modo penso ai numerosi lavoratori frontalieri di questa regione. Finalmente niente più code al mattino, alla sera ed anche durante la cosiddetta bella stagione quando auto con roulotte e camper costituivano uno spauracchio per il traffico lungo questo tortuoso tratto della via Regina. Un tunnel che contribuisce, quindi, ad avvicinare ancor di più l’alto lago e la Valtellina al Nord Europa. I motivi per rallegrarsi sono tanti, ma anche quelli per riflettere. Non dobbiamo infatti dimenticare che sono stati necessari ben 38 anni per concludere questo cantiere apparso più volte infinito. Per questo sarebbe il caso, magari, di posare una targa accanto all’ingresso di questa galleria per ricordare un opera sì fondamentale ma diventata simbolo di una gestione fallimentare in termini economici e di tempo».

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