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Truffa e falso ideologico, condannato Rinaldin

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Due anni e mezzo senza sospensione per il consigliere regionale del Pdl. La vicenda è legata a quando era ancora assessore provinciale al turismo. Assolto dalla corruzione. Già sicuro l’appello.

 

 

 

Condannato. Due anni e mezzo senza la sospensione condizionale. Il verdetto è arrivato oggi al Tribunale di Milano: Gianluca Rinaldin, il consigliere regionale comasco del Pdl, giudicato colpevole di truffa per 4 fatture da 28.000 quando era assessore provinciale al turismo e di falso ideologico per avere sostenuto, in Regione, di non aver mai incassato nulla. Invece, per i giudici, dopo il combattuto processo, Rinaldin i soldi li ha presi eccome. Da qui la condanna arrivata oggi. Il consigliere regionale, in aula con i suoi legali, è rimasto di stucco. Non si aspettava questo verdetto. Poche parole, le sue, uscendo dal Tribunale di Milano. Ma che ricacano quello che ha sempre sostenuto dall’inizio della vicenda: la sua onestà e l’assoluta estraneità a questi fatti. Per Rinaldin assoluzione dalle accuse di corruzione e di truffa (secondo episodio contestato), in questo caso nei confronti della Regione.

“Per me –  afferma Rinaldin – è un  fatto estremamente positivo che da oggi non si possa più affermare,  come è stato fatto per anni sui giornali, che io fossi coinvolto nella truffa milionaria del Lido di Menaggio e  – cosa ancor più importante – che fossi un corrotto; sono, infatti, cadute – fin dal primo grado  di giudizio –  i capi d’imputazione più  gravi e infamanti nei miei confronti.
Rimane, tuttavia,  l’amaro in bocca  – continua il consigliere regionale – per essere stato condannato a due anni e mezzo –  pena che mi appare oltremodo esagerata – per aver pagato in ritardo, rispetto al rimborso,  alcune fatture  e per non aver compilato correttamente il rendiconto della mia campagna elettorale del 2005. Su questi punti, ovviamente, faremo appello, fiduciosi di poter dimostrare che, anche questo reato non sussiste.
La fede in Dio  – conclude Rinaldin – mi darà la forza per  saper aspettare anche quel momento.”

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