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Concorso vigili sospetto, va in scena l’ennesimo show

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Udienza dai toni intensi oggi a Como. Un testimone cambia ancora la versione dei fatti, il giudice si arrabbia. Assente l’ex assessore Scopelliti, chiamato in causa da molti.

 

 

 

 

L’ennesima versione differente fornita da Giuseppe Falanga, agente di polizia locale di Como, testimone nel processo per il concorso sospetto di qualche anno fa. Nell’udienza di oggi, davanti al collegio, Falanga ha detto sotto giuramento di non aver nai avuto le tracce della prova, ipotesi invece ritenuta credibile dala Procura e dal Pm Astori. Per la cronaca, Falanga aveva figlio e nipote in lizza per il famoso posto di vigile in Comune.

Dopo la dichiarazione di oggi, però, anche il presidente della Corte ha perso le staffe e si è infuriato. Falanga aveva inizialmente sostenuto di non averle avute le tracce salvo poi ritrattare tutto. Oggi altra versione, quella originale. Un’altro dei testimoni – Giovanni Fusco – ha invece confermato nell’interrogatorio che le tracce sarebero state date dall’ex assessore alla polizia municipale Francesco Scopelliti. Quest’ultimo, ateso oggi in aula, non si è presentato per un impedimento del suo legale, impegnato a Pescara in un altro processo. E’ stato riconvocato per il 12 novembre in aula. E un altro ex assessore della giunta Bruni, Paolo Gatto, si è avvalso della facoltà di non rispondere in quanto già precedentemente indagato per questa vicenda.

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