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Mesi di incendi: racket la pista più accreditata

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Le indagini non si arrestano dopo gli ultimi episodi a Fino e Vertemate. Le ipotesi al vaglio degli inquirenti: resta in piedi anche l’esistenza di un gruppetto di giovani che passa così il tempo libero…

 

 

 

Un vero allarme sociale. Perchè sono stati tanti -alcune decine – da inizio anno gli incendi che si sono sviluppati tra canturino e bassa comasca. La zona, prevalentemente, è quella lì. Roghi quasi sempre dolosi e spesso ai danni di auto o furgoni lasciati parcheggiati in strada. In un paio di occasioni prese di mira anche ditte (una concessionaria a Fino, ad esempio ndr) o locali. Ma prevalentemente i danni sono per le vetture. I carabinieri della compagnia di Cantù, competenti per territorio, stanno lavorando da mesi contro questi fenomeni. I risultati finora sono stati la denuncia – nei giorni scorsi – di un 49enne di Appiano ritenuto l’autore di incendi nel fine settimana tra il paese e LUrago Marinone. E poco altro. Le piste investigative seguite al momento portano a ritenere come previlegiata l’ipotesi – che nessuno conferma ufficialmente -del racket dietro questo incendi notturni. Non lo confermano i carabinieri e neppure le vittime. Tutti sostengono di non aver mai ricevuto minacce o intimidazioni. Eppure la situazione è questa: incendi e sempre in punti vicini. Un caso ?

Altra ipotesi che nessuno si sente di escludere del tutto è quella di un gruppetto di giovani che si “diverte” per così dire a seminare panico in provincia. Con una tanica piena di benzina: girano, vedono un’auto e le danno fuoco. Ci sta pure questo, ma è poco credibile al momento. Infine la “bravata” di qualche altro gruppetto di scalmanati. Ma la continuazioni di questi episodi – non certo gesti isolati -porta quasi subito gli inquirenti ad escludere l’ipotesi. Indagini, comunque, serrate dei militari.

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