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Pagamenti in 30 giorni, commercianti in rivolta

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Problemi in vista per una categoria già fortemente penalizzata dalle recenti disposizioni. Da fine ottobre il termine inderogabile diventa di 30 giorni. Monetti:”Norma inattuabile e da rivedere”.

 

 

 

 

Altri problemi in vista per i commercianti lariani. Il prossimo 24 ottobre entrerà in vigore una disposizione di legge che, se non opportunamente modificata, avrà conseguenze fortemente penalizzanti per il settore della distribuzione commerciale. Questa disposizione riguarda i contratti per la fornitura di prodotti agricoli e alimentari e interessa gli alimentaristi, i panificatori, i grossisti, il settore della somministrazione e la grande distribuzione. In sintesi la nuova disposizione stabilisce tre principi: a) i contratti devono essere stipulati in forma scritta e indicare, a pena di nullità, la durata, la quantità, le caratteristiche del prodotto, prezzo, modalità di consegna e pagamento; b) è previsto il divieto di imposizione di condizioni di acquisto o di vendita vessatorie o inique; c) viene fissato il termine legale ed inderogabile di pagamento di tutti i prodotti agricoli e alimentari: 30 giorni fine mese per le merci deteriorabili e 60 giorni fine mese per le merci non deteriorabili.

 

“Nel settore e soprattutto in tempi di crisi  – commenta Graziano Monetti, direttore di Confcommercio Como (nella foto a lato) – la possibilità di effettuare pagamenti, con una maggiore dilazione, fornisce a chi sta a valle della filiera un po’ più di respiro e a chi sta a monte consente la possibilità di mantenere i clienti. Stabilito il principio dei pagamenti a 30/60 giorni, dovrebbe essere lasciata la facoltà di deroga alle singole contrattazioni, evitando eccessiva ingerenza da parte dello Stato, come la norma, al contrario, intende delineare. Diversamente, il rischio è quello di una norma che per la maggior parte degli operatori si rivelerebbe inattuabile”.  “In questo particolare momento economico sappiamo che i pagamenti si tramandano – aggiunge Giuseppe Cappellini,  del Gruppo Alimentaristi Confcommercio Como e rappresentante del settore ortofrutta  –  ci sono già problemi a pagare ora, che i tempi sono più lunghi, figuriamoci con i tempi ristretti previsti dalla normativa. La situazione degli operatori della filiera agro-alimentare  peggiorerà. Quella dei 30 giorni è una regola che non sta in piedi.

Confcommercio è fortemente impegnata verso il Governo per cercare di ottenere la revisione della norma, in particolare per ciò che attiene ai tempi di pagamento come confermano i vertici dell’associazione comasca. Si teme infatti che la disposizione crei notevoli problemi alla filiera agroalimentare. Il sistema attuale di pagamento prevede tempi più lunghi. “Se a livello teorico è auspicabile un regime con tempi certi, è altrettanto vero che di fatto la sua imposizione improvvisa lo rende inapplicabile – conclude Monetti – determinando disagi agli operatori della filiera. Per questo Confcommercio si sta attivando e auspica la revisione della legge in questione.

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