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“Capuleti e Montecchi”, al Sociale c’è l’anteprima

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Filo diretto, con ingresso libero alle 18,30, con direttore e regista dell’opera che verrà rappresentata giovedì sera con la prima. Ecco il contenuto dello spettacolo.

 

 

 

Filo diretto con direttore e regista. Un appuntamento che in questa stagione sarà un classico per il Teatro Sociale di Como che inaugura oggi (dalle 18.30) il ciclo di “anteprime” dedicate alle varie opere in programma.Nel foyer della sala cittadina a presentare “I Capuleti e i Montecchi” – tragedia lirica con musiche di Bellini in scena giovedì per la prima –  sarà il musicologo Lisa Navach che converserà con Christian Capocaccia (Direttore) e Sam Brown (Regista). L’incontro è gratuito e promosso in collaborazione con l’Associazione Amici del Teatro. Seguirà rinfresco.

Intanto i protagonisti dell’opera – molto complessa ed interessante al tempo stesso -stanno rifinendo i preparativi per il gran debutto fissato per giovedì sera dalle 20,30. “I Capuleti e i Montecchi è un’opera che parla di lealtà, famiglia, amore e lutto – spiega il regista Sam Brown -. Protagonista una donna che vive da sola in un mondo di uomini, in un’epoca e in un luogo in cui le donne sono oggetti posseduti e venduti, senza diritti ed opinioni; in mondo in cui le donne passano dal padre al marito quasi come in una transazione finanziaria, nel cui scambio l’amore è assente. L’opera si fonda sulla lotta cruenta tra due clan in conflitto: l’amore di Giulietta e Romeo avrebbe potuto essere l’occasione di porre fine a quel conflitto, riunendo le due famiglie, ma questa opportunità svanisce quando Romeo uccide in duello il figlio di Capellio, accecato dall’odio per i Montecchi. Nel nostro spettacolo – aggiunge Brown – abbiamo ricreato il mondo gypsy della Romania inizio ‘900, in cui le famiglie rom sono profondamente leali verso il proprio gruppo e fieramente aggressivi verso gli avversari. Lo spazio centrale è una sala costruita provvisoriamente dagli zingari per le celebrazioni religiose e i loro incontri. È uno spazio maschile, un mondo rurale di uomini in viaggio, spinti da piacere, lealtà, coraggio e onore. Il sipario si apre su una festa di addio al celibato, rude e chiassosa, in una notte caotica, con le unghie sporche e gli stivali da lavoro infangati. Non ci sono donne: solo Giulietta vagabonda, ignorata dagli uomini (ad eccezione di Lorenzo) che decidono per lei. L’enorme tavolo che riempie la sala è ora il banchetto festivo, poi il letto di Giulietta, infine la sua tomba. Come in una tragedia greca, gli eventi precipitano nell’arco di un giorno, dall’alba all’alba”.

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