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‘Ndrangheta lariana, spuntano usura ed estorsione

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Davvero pesante la posizione degli arrestati di stamane nell’operazione contro le infiltrazioni mafiose: in manette 37 persone. Trovato un super-bunker.

 

 

 

 

Usura ed estorsione a commercianti ed imprenditori della brianza. Con un escalation sempre più pesante. Dalle intimidazioni alle bombe, poi gli spari e gli incendi. E’ un quadro accusatorio davvero pesante quello della Procura di Milano nei confronti dei 37 destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare in cella eseguita stamane dai carabinieri di Milano e dagli uomini dell’antimafia. Usura ed estorsione aggravate da finalità mafiose, così contestano gli inquirenti coordinati dal Pm Ilda Bocassini. Ma anche la detenzione di armi, tra cui pericolosi mitra e fucili. Sette dei fermati fanno capo alpresunto clan di Mariano (cinque arresti a Mariano, uno ad Inverigo, uno a Casnate), ramificato molto strettamente con quello della vicina Giussano dove l’attivitàcriminale – secondo gli inquirenti – sarebbe stata florida ed attiva. Tra i fermati ilpresunto boss della cittadina brianzola Ulisse Panetta. E sempre a Giussano, dove le ramificazioni con le cosche del sud erano fitte, è stato scoperto durante l’operazione un super-bunker simili a quelli trovato in Calabria: parete mobile e telecomando per potervi accedere.

Gli inquirenti, però, confermano anche un altro dato: nessuno dei “taglieggiati” dalla criminalità – imprenditore o commerciante – ha mai avuto forza di denunciare. L’operazione di oggi, dunque, resa possibile grazie sopratutto alle dichiarazioni di un pentito.

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