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Parolario, penultimo giorno con i “Promessi sposi”

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Lo spettacolo verrà rappresentato questa sera alle 21 a Villa Olmo. Ma gli organizzatori hanno chiamato anche nomi di spessore: Bossi-Fedrigotti, Andrea Moro e Linda Busato. Il dettaglio.

 

 

E’ il penultimo giorno per Parolario, la rassegna culturale comasca che ha richiamato in queste due settimane migliaia di persone tra Villa Olmo e le altre “location”. Penultimo giorno con novità: i Promessi Sposi di Alessandro Manzoni tornano sulle rive del Lario grazie a uno spettacolo di Massimiliano Finazzer Flory esportato in tutto il mondo.
Cultura del cibo, letteratura e filosofia si alternano con Linda Busato, Jón Kalman Stefánsson, Isabella Bossi Fedrigotti e Andrea Moro. I ragazzi e le famiglie potranno scoprire giocando le bellezze razionaliste della città con una originale caccia al tesoro.
Chiude un omaggio a Federico Fellini con il film “Ginger e Fred”.
L’incontro “Stress and the city: una vita frenetica nella città che evolve” con Sandra Bonzi, in programma a Villa Olmo alle 11.30 è stato annullato per indisposizione dell’autrice.

DETTAGLIO DEGLI INCONTRI

 

Nel pomeriggio, ore 16.00, a Villa Olmo Linda Busato ci spiega come ” Mangiare fuori casa: 100 ricette per vegetariani e vegani”. Con i ritmi moderni mangiare fuori casa è sempre più diffuso: di fretta e indaffarati, spesso non prestiamo attenzione a quello che mangiamo. Che conseguenze ha sulla nostra salute acquistare tramezzini ricchi di grassi e calorie? Mangiare veloci un panino con una bibita gassata o comprare in rosticceria le lasagne per il picnic? Come sfuggire alla minaccia dei panini farciti con salse indigeste, delle insalatone che mescolano cibi che fanno a pugni tra loro, dei piatti precotti ricchi di sale e grassi? In nostro aiuto arriva “Oltre 100 ricette per mangiare fuori casa” (Terra Nuova Edizioni, 2012), con oltre 100 ricette vegetariane e vegane e un’attenzione particolare per i celiaci.
In questo libro, Linda Busato insegna ad autoprodursi il pranzo con gustose ricette, tutte rigorosamente vegetariane: pizze e focacce, tramezzini, torte salate, farce, salse crude e cotte e piacevoli stuzzichini, ottimi sul lavoro e per piacevoli picnic all’aperto. L’introduzione di Giuliana Lomazzi si sofferma sulle problematiche delle pause-pranzo fuori casa, sulla preparazione di menù sani ed equilibrati nell’ottica della scelta “verde”, ribadendo i princìpi della cucina naturale.
Nata a Toronto (Canada), Linda Busato da oltre quarant’anni vive in Veneto, dove si dedica alla cucina naturale. Si è formata frequentando corsi di alimentazione naturale per i bambini, di macrobiotica e di medicine alternative. Ha lavorato in un  ristorante biologico vegetariano e attualmente è occupata come cuoca in un asilo nido. Ogni giorno con la sua esperienza e inventiva propone ai bimbi un menù sano e alternativo.
L’autrice dialoga con Giuliana Lomazzi.

Nuovo appuntamento con la filosofia alle 17.00. Villa Olmo ospita Andrea Moro con un interessante incontro dedicato al linguaggio dal titolo “Parlo dunque sono”. Il tema del linguaggio contraddistingue da sempre la produzione del linguista e filosofo Andrea Moro. Nel suo ultimo libro, “Parlo dunque sono” (Adelphi 2012) il linguaggio viene paragonato a un fiocco di neve: imprendibile, impredicibile, sempre diverso, però regolare, simmetrico e comunque inconfondibile. Le sue proprietà specifiche nascono dalle leggi di natura, non sono qualcosa che si sviluppa come accumulo di fatti storici casuali. Muovendo dalla lettura di frammenti di pensatori occidentali, Andrea Moro ha allestito un “album di foto” dedicato al linguaggio, nel tentativo di comprendere quali siano le sue “proprietà specifiche” e per quale ragione esso “sta solo in noi, come i teoremi e le sinfonie”.
Moro è attualmente professore di Linguistica Generale presso la Scuola Superiore Universitaria IUSS di Pavia. Per un decennio è stato professore ordinario anche presso l’Università Vita-Salute San Raffaele, dove nel 1993 è stato tra i fondatori del Dipartimento di Scienze Cognitive. I suoi studi si basano sulla neurolinguistica e sulla sintassi, campo quest’ultimo nel quale ha dato importanti contributi per l’elaborazione di teorie sulla struttura della frase. Ha pubblicato numerosi articoli su riviste internazionali; tra i suoi libri ricordiamo Breve storia del verbo essere (Adelphi, 2010), Che cos’è il linguaggio? (Luca Sossella Editore 2010); I confini di Babele (Longanesi 2006).
L’autore dialoga con Alfredo Tomasetta.

Alle 18.30 a Villa Olmo, Isabella Bossi Fedrigotti presenta il suo ultimo libro “I vestiti delle donne” (Barbera, 2012). L’autrice esplora l’universo emotivo delle donne con quattro racconti al femminile, un libro intimo che racconta qualcosa di ciascuno di noi. Un uomo, solo e di mezza età, che finge con se stesso di essere scapolo per scelta, trova la serenità solo quando osserva la propria vicina di casa. Una donna che non sa più come nascondere agli altri l’ingombro della propria solitudine, trasformatasi a poco a poco in prigione e fonte d’imbarazzo, salvata da una candida nevicata natalizia. Una ragazza assapora l’esistenza attraverso i colori, gli odori e i rumori che provengono dalla sua finestra affacciata sulla strada di un paesino di provincia. E come i vestiti delle donne, protagonisti del romanzo, possono essere protagonisti della crisi e della rinascita di un matrimonio.
Isabella Bossi Fedrigotti collabora al Corriere della Sera con articoli di costume e di cultura, e cura rubriche di corrispondenza con i lettori. Ha esordito nella narrativa con il romanzo Amore mio uccidi Garibaldi (Longanesi, 1980). Ha vinto il premio Campiello con Di buona famiglia (Longanesi, 1991), a cui sono seguiti Magazzino Vita (Longanesi, 1996), Diario di una Dama di corte (TEA, 1996), Cari saluti (Rizzoli, 2003) Se la casa è vuota (Longanesi, 2010).
L’autrice dialoga con Katia Trinca Colonel.

Alle 19.30, da Villa Olmo faremo un salto virtuale in Islanda con  lo scrittore islandese Jón Kalman Stefánsson grazie a “La tristezza degli angeli” (Iperborea, 2012), secondo romanzo della sua trilogia.
Protagonista, in un’Islanda selvaggia di fine Ottocento, è un ragaz¬zo, “il Ragazzo”, un pescatore che ha conosciuto solo l’aspra vita delle tempeste del Nord, il cuore gonfio di sogni e di domande, una giovinezza segnata da un incidente di mare che gli ha portato via il migliore amico con cui condivideva la passione salvifica per la poesia e la letteratura. Ormai stabilitosi in città, scopre finalmente che un’altra vita è possibile, che esistono libri, amicizie e conversa¬zioni intellettualmente stimolanti, la scrittura. Ma il destino ha fatto un’altra scelta: dovrà partire ancora, questa volta per accompagnare il rude portalettere Jens in un angolo sperduto dei Fiordi Occiden¬tali, un viaggio che presto diventerà una dura lotta contro le forze della natura. Nella prosa immaginifica che l’ha fatto conoscere ai lettori di tutta Europa, mischiando avventura, racconto di viaggio, romanzo storico, leggenda popolare, Stefánsson sa dare corpo a esistenze dimenticate, tanto più lontane nel tempo e nello spazio, tanto più vicine ai nostri sogni e alla nostra vita.
Jón Kalman Stefánsson, prima di dedicarsi interamente alla carriera di scrittore, ha lavorato come professore, giornalista e bibliotecario. Passato alla narrativa dopo tre raccolte poetiche, i suoi romanzi sono stati nominati nel 2001, 2004 e 2007 al Premio del Consiglio Nordico per la Letteratura. Paradiso e inferno (Iperborea, 2011), è stato definito il miglior romanzo islandese degli ultimi anni, ha vinto numerosi premi in tutta Europa, è stato finalista al Premio Bottari Lattes Grinzane 2012 e al Premio Gregor von Rezzori 2012. “La tristezza degli angeli” è il secondo volume di una trilogia, composta da “Paradiso e inferno” e “Il cuore dell’uomo”, in corso di pubblicazione sempre per Iperborea.
Stefánsson dialoga con Sara Cerrato.
Traduzione in consecutiva a cura di Emanuela Gini.

Alle 21.00 a Villa Olmo va in scena lo spettacolo “I Promessi Sposi” di Massimiliano Finazzer Flory, tratto dal famoso romanzo di Alessandro Manzoni.
Creato in occasione delle celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, lo spettacolo propone una personale interpretazione di Finazzer Flory, di taglio shakespeariano, del più famoso romanzo italiano, specchio per le generazioni che hanno combattuto per l’unità nazionale. In questa rivisitazione le musiche di Verdi, Bellini, Paganini e Rota sono le protagoniste indiscusse, insieme alla parola e alla danza, in uno spettacolo che in un certo modo unisce l’Italia in nome e per conto della cultura. Interprete e regista dello spettacolo è Massimiliano Finazzer Flory, autore, attore e regista che ha realizzato numerosi progetti teatrali, tra i quali: In viaggio con Virgilio (2005), L’orecchio di Beethoven (2008/2009), Serata futurista (2009/2012). Ha diretto inoltre due collane editoriali per San Paolo Edizioni e Skira Editore e ha collaborato con il Corriere della Sera.
Ne I Promessi Sposi viene accompagnato dalle coreografie di Gilda Gelati, prima ballerina del Corpo di Ballo del Teatro alla Scala di Milano.
Verranno messi in scena i capitoli VI, VIII, XII, XXI, XXXIV e XXXVIII, con l’intento di offrire una duplice sfida. Anzitutto quella di far “sfilare” personaggi come Don Rodrigo, Fra Cristoforo, Lucia, l’Innominato, Renzo e il popolo come figure shakespeariane, quasi ognuna dovesse duellare prima di tutto con se stessa. La seconda sfida intende, invece, mettere in luce in che modo la lingua di Manzoni, anche senza l’intervento della Provvidenza, continui a essere, oggi più che mai, polemica e poetica ma incredibilmente contemporanea.

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