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A Parolario oggi si cambia: letteratura e filosofia

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Omaggio a Rodari, Dickens e Shakespeare nei vari incontri di Villa Olmo. Interessante anche l’incontro con Giulio Giorello e con Piercarlo Grimaldi: con lui alla scoperta della cultura del cibo.

 

 

Si cambia. Dopo attualità e cucina, con un Gualtiero Marchesi ieri protagonista assoluto del dibattito sulla cucina del futuro, la letteratura è la protagonista degli incontri odierni a Parolario, la rassegna culturale comasche che prosegue fino a domenica a Villa Olmo, con omaggi dedicati a Gianni Rodari, Charles Dickens e William Shakespeare. A duecento anni dalla sua nascita, Parolario rende omaggio allo scrittore britannico Charles Dickens con letture in vari punti della città. Felice Cappa celebra invece Gianni Rodari delineando un ritratto inedito dello scrittore italiano. Infine, un salto nel presente con Ginevra Bompiani e il suo ultimo libro “La stazione termale” (Sellerio, 2012). Ritornano la filosofia con Giulio Giorello, che tratta un argomento scottante quale il tradimento, e la cultura del cibo, con Piercarlo Grimaldi che dimostra la connessione esistente tra natura e cultura in ambito gastronomico.

IL DETTAGLIO DEGLI INCONTRI

 

Partono dal Parco di Villa Olmo gli incontri di oggi. Alle 16.00 Felice Cappa rende omaggio a Gianni Rodari con  “La rivoluzione di Gianni Rodari”, partendo dal libro-dvd “Gianni Rodari. Un sasso nello stagno” (Salani, 2012), un ritratto inedito che ripercorre le tappe della formazione dello scrittore e l’evoluzione del suo pensiero poetico. Scrittore per bambini e giornalista famoso per la sua fantasia e originalità, attraverso i racconti, le filastrocche e le poesie, Rodari ha saputo raccontare il Paese oltre che il mondo dell’infanzia. Il libro introduce all’autore, giornalista e intellettuale “fuori dal coro” attraverso una descrizione che sottolinea la portata rivoluzionaria della sua opera. Nel dvd, invece, è contenuto il film documentario diretto da Felice Cappa, Un sasso nello stagno, il primo dedicato a Gianni Rodari, realizzato a partire dall’archivio televisivo e radiofonico della Rai e attingendo agli scritti dello stesso Rodari. Dell’autore si ripercorrono biografia e opere, giornalismo e letteratura, saggi e teatro, utilizzando solo ed esclusivamente le parole di Rodari. Un viaggio alla scoperta della sua vita, dei suoi luoghi e dei suoi racconti. Letture a cura di Fata Morgana.

Alle 17.00 sempre a Villa Olmo, ma questa volta all’interno della villa, si parlerà di nuovo di cultura del cibo con Piercarlo Grimaldi, rettore dell’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, Bra, con un incontro dal titolo “Nutrire il futuro. Cibo e rito”. Tra i pochi saperi della tradizione che sono sopravvissuti al processo di oblio della cultura popolare resistono quelli connessi alla cultura alimentare e al patrimonio gastronomico. Il cibo della tradizione conserva ancora memoria attiva del suo trascorso. Una memoria materiale, ma anche fortemente simbolica.  Nel suo libro “Cibo e rito. Il gesto e la parola nell’alimentazione tradizionale” (Sellerio, 2012), Piercarlo Grimaldi dimostra la connessione tra natura e cultura in ambito gastronomico. La cucina, infatti, tiene sempre strette l’una e l’altra: è facile dimostrare la connessione tra i diversi modi di nutrirsi dei popoli e l’ambiente naturale nel quale essi vivono e sono vissuti nel corso dei secoli. E altrettanto facile è segnalare nella loro cucina la presenza di cibi derivati da scambi culturali. Si comincia a capire solo adesso che la perdita delle tradizioni alimentari costituisce per le società un impoverimento della loro umanità. Questa opera esemplare di Piercarlo Grimaldi serve a ricordarcelo. Ad avvertirci che l’unica vera sfida dell’uomo alla morte è la conservazione della propria memoria culturale.

Si snoda, invece, per tutte le librerie della città l’omaggio reso alle scrittore britannico Charles Dickens per il duecentesimo anno dalla sua nascita. A partire dalle 17.00 attori e persone comuni leggeranno alcuni brani delle opere principali del grande autore. Al termine, al Teatro Sociale, sarà proiettato un videomaggio dei film tratti dalle sue opere, curato da Mario Bianchi: “Dickens, il nostro comune amico”.
Ecco l’elenco delle librerie che diventeranno circolo letterario per un giorno, con il lettore e l’opera da cui sono tratti i brani delle letture:
LIBRERIA MENTANA Il circolo Pickwick letto da PIERO LENARDON
FELTRINELLI David Copperfield letto da CLELIA BIANCHINI
LIBRERIA UBIK Oliver Twist letto da SILVIA DOGLIANI
LIBRERIA DEI RAGAZZI Canto di Natale letto da NICOLETTA CARDONE JOHNSON
LIBRERIA NOSEDA Grandi Speranze letto da RENATA COLUCCINI
BIBLIOTECA COMUNALE Le due città letto da LILIA MARCUCCI
LIBRERIA DEL CINEMA vetrina di film tratti dalle opere di Dickens
LIBRERIA NONSOLOLIBRI

“Il futuro è già qui. Nuove tecnologie e arte: media, new media e postmedia” è il titolo dell’incontro che si tiene presso la Fondazione Antonio Ratti alle ore 18.00. Domenico Quaranta propone una nuova definizione in chiave sociologica di New Media Art, pratica che deve essere considerata una delle migliori incarnazioni dell’arte nell’età dell’informazione. “Media, new media, postmedia” (Postmedia Books, 2010) è una lunga riflessione sul rapporto tra arte contemporanea e nuovi media, una storia lunga ormai più di mezzo secolo. Nel corso degli ultimi decenni si è sviluppato un complesso corpo di lavori all’intersezione tra arte, scienza e tecnologia. Negli anni Novanta, con la crescente accessibilità delle nuove tecnologie e lo sviluppo della cultura digitale, questa ricerca è esplosa, conquistando numerosi artisti e dando vita a festival, centri d’arte specializzati e a un’intensa attività editoriale e pubblicistica: è nata la “New Media Art”. Ma nonostante questa fioritura, la New Media Art non è stata in grado di conquistare il mondo dell’arte contemporanea. Perché la critica d’arte ufficiale stenta a integrare la New Media Art nella sua lettura del Novecento? Perché il mercato dell’arte non riesce ad accogliere software, computer e rete come “media” artistici? Perché molti artisti rifuggono l’etichetta di New Media Art mentre altri vi si rifugiano, esaltando la sua distanza dall’arte contemporanea? Media, New Media, Postmedia è il primo saggio che tenta di dare una risposta a queste domande mettendo in discussione la definizione corrente, di natura tecnologica, di New Media Art. L’autore dialoga con Elena Di Raddo. In collaborazione con l’Associazione Chiave di Volta.

Alle 18.30 di nuovo a Villa Olmo con i sociologi Francesco Morace e Linda Gobbi. Tema dell’incontro “I paradigmi del futuro. Lo scenario dei Trend”. Francesco Morace è sociologo, scrittore e giornalista. Da oltre vent’anni lavora nell’ambito della ricerca sociale e di mercato collaborando con molte aziende italiane tra cui Ferrero, Barilla, Alessi e Unicredit. È presidente del Future Concept Lab, un laboratorio di ricerca e consulenza strategica con sedi a Milano e a San Paolo del Brasile, che affianca quotidianamente aziende ed enti pubblici nell’elaborazione degli scenari futuri. Nel suo ultimo libro “I paradigmi del Futuro. Lo scenario dei Trend” (Nomos Edizioni, 2012), racconta e sintetizza lo scenario delle tendenze di consumo presenti e future, elaborate dall’attività di ricerca del Future Concept Lab. Il volume si snoda proponendo una serie di tendenze e concetti relativi a diversi settori, dal consumo alimentare alla moda, dal benessere all’abitazione, per poi passare all’analisi articolata dei dodici nuclei generazionali emersi a livello globale dall’osservazione dell’Istituto. L’autore tratteggia quindi i quattro paradigmi, emersi da una ricerca realizzata per Accenture, che orienteranno il futuro globale: Unique & Universal, Crucial & Sustainable, Trust & Sharing, Quick & Deep. Gli autori dialogano con Serena Brivio.

Narrativa in rosa per l’incontro delle 19.30 a Villa Olmo. Ginevra Bompiani nel suo ultimo libro “La stazione termale” (Sellerio, 2012) racconta la storia di due coppie di donne che soggiornano alle terme: una bambina con la zia, e due vecchie amiche. Si incontrano, chiacchierano, fanno amicizia; si osservano e si studiano. Le vite delle quattro donne, ognuna con i suoi segreti e i suoi silenzi, si rispecchiano l’una dentro l’altra.  E poco a poco affiora il passato, si scoprono i segreti, inconfessati o rimossi, si illuminano caratteri, emozioni e modi diversi di affrontare i drammi della vita. Le terme sono «un centro medico dove si curano le malattie della vanità»: e ciascuna di queste donne, perfino la bambina, ha il suo conto sospeso con il passare del tempo e la bellezza. Quando un segreto si svela, un altro si crea: come se la stazione termale fosse il brodo di coltura di quei batteri (la solitudine, la morte, l’amore…) che dovrebbe curare e tacere. È una novella-ragnatela, in cui il femminile sembra trovarsi nel suo luogo proprio, mentre il maschile resta all’esterno, a delimitare un altro territorio, il luogo dei desideri e delle paure, dove fatalmente si dovrà tornare. L’autrice dialoga con Sara Cerrato.

Alle 20.30 ritorna la filosofia a Villa Olmo con Giulio Giorello e un interessante dibattito sul tradimento. “Che cos’è un traditore? Uno che giura e mente” dice William Shakespeare nel Macbeth. In “Il tradimento. In politica, in amore e non solo” (Longanesi 2012) storia e attualità si uniscono nel tracciare le forme e i protagonisti dell’infedeltà, dalla politica all’amore passando attraverso la letteratura, in un percorso che attraversa la pratica di governo, la metafisica, l’etica, e l’arte. Il saggio ripercorre quindi tutte le tappe dei più illustri traditori della storia partendo da Giuda Iscariota, considerato il progenitore della categoria, passando per i romani Bruto e Cassio, fino ad arrivare al Conte Ugolino della Gherardesca nelle terzine dantesche. A queste storiche figure, che hanno da sempre rappresentato lo stereotipo del tradimento, si sostituiscono oggi i protagonisti della politica: il tradimento viene ormai considerato come un archetipo attraverso il quale è pensata la relazione politica stessa, diventando così un’ossessione non solo degli antichi sovrani ma anche delle attuali democrazie. Giorello, spaziando da Shakespeare a Tex Willer, ci dimostra che, al di là del rigore religioso, il tradimento, quando è motore di cambiamenti necessari, può rivelarsi l’elemento portante dell’innovazione se non addirittura il nucleo di un nuovo eroismo. Pensare a una società senza tradimento è utopia. Tutto sta nel capire caso per caso le sue ragioni senza una condanna moralistica. L’autore dialoga con Alfredo Tomasetta.

La serata di Villa Olmo si conclude alle 22.00 con lo spettacolo “Intorno a Capuleti e Montecchi”. Memorabili arie belliniane, sulle rive del lago che lo ospitò, interpretate dai giovani talenti vincitori del Concorso AsLiCo, accompagnati al pianoforte da Federica Falasconi. Per celebrare la tragica storia di Romeo e Giulietta, celebri amanti di Verona che – da Shakespeare in poi – il teatro, l’opera e il cinema hanno omaggiato, trasformandola in mito. Mario Bianchi ripercorre quel mito, dai film degli anni ’30 ai cartoni manga di oggi, con il videomontaggio “Questo amore così violento, così fragile, così tenero, così disperato”.

Parolario è anche solidarietà. Durante tutta la manifestazione sarà presente a Villa Olmo uno stand dedicato alla Fondazione Dr. Ambrosoli Memorial Hospital, associazione del territorio che si occupa di salute e della cura della popolazione ugandese. La Fondazione Dr. Ambrosoli Memorial Hospital garantisce l’accesso a servizi sanitari qualificati e dare continuità e futuro all’ospedale di Kalongo e alla scuola specialistica di ostetricia da lui fondati in Uganda da Padre Giuseppe Ambrosoli.

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