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Parolario, donne protagoniste con De Sfroos

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Programma molto ricco anche per la giornata odierna alla rassegna culturale comasca. Il cantautore lariano a Villa Olmo per presentare il libro della conduttrice di Sky D’Amico. E poi c’è Nada scrittrice…

 

 

 

Sono le donne le principali protagoniste degli incontri di oggi a Parolario, la rassegna culturale comasca che continua a riscuotere consensi e tanta partecipazione.Al suo debutto letterario come scrittrice, Ilaria D’Amico presenta a Como il suo primo romanzo, una storia che mette in risalto il lato malinconico e meno conosciuto della solare presentatrice televisiva. È al suo terzo libro, invece, la cantante Nada Malanima, presentato a Villa del Grumello. La serata è dedicata alla poesia con un omaggio particolare riservato alla poetessa Alda Merini. Un’altra figura femminile per il cinema: quella della pittrice francese Séraphine de Senlis. Uno sguardo anche al nostro futuro: Norbert Lantschner ci indica la via per scrivere un nuovo futuro nel modo in cui si progetta, si costruisce e si vive il nostro ambiente. Infine, un ritratto dell’artista Ico Parisi, comasco d’adozione, descritto attraverso una raccolta di testimonianze e ricordi delle persone che lo hanno conosciuto.

IL DETTAGLIO DELLA GIORNATA

Il primo incontro si tiene a Villa Olmo alle 17.00. Norbert Lantschner, uno dei più rinomati esperti internazionali in termini di sostenibilità, discute di un nuovo modo di costruire sostenibile. Titolo dell’incontro: “Il futuro che vogliamo?”. “Per un approccio olistico dell’abitare occorre cambiare. Una rivoluzione di comportamenti? Si, è urgente. È un dovere verso i nostri figli”. È il pensiero di Norbert Lantschner. Fondatore del progetto e del protocollo CasaClima, di cui è stato direttore dal 2006 al 2012, a giugno ha dato vita alla Fondazione ClimAbita con lo scopo di promuovere una nuova cultura del vivere e costruire sostenibile.

Alle 18.00 presso la Fondazione Antonio Ratti si parla dell’artista Ico Parisi con la presentazione del volume “Ico Parisi. Architettura, fotografia  e design. L’immagine come progetto”, una raccolta di saggi frutto della collaborazione tra l’editore Enzo Pifferi e alcuni ricercatori e studiosi di Storia dell’Architettura, della Fotografia e dell’Arte del Politecnico di Milano. Prendendo spunto dall’architettura vengono analizzate le opere e le esperienze creative a partire dal legame tra l’artista e il suo maestro Giuseppe Terragni. Si prosegue poi con le opere di design, note e apprezzate in tutto il mondo, per finire con il portafoglio fotografico, una selezione di circa sessanta scatti estratti dal Fondo dal fotografo professionista Enzo Pifferi, carissimo amico di Parisi. All’incontro saranno presenti le curatrici del volume Giovanna D’Amia e Lucia Tenconi, e gli autori Valentina Sonzogni, Alessandra Coppa e Federico Brunetti. intervengono l’Assessore alla Cultura del Comune di Como Luigi Cavadini, critico e storico dell’arte che si è occupato della stesura dell’introduzione del volume, Flaminio Gualdoni e Marco Biraghi.

In contemporanea, un nuovo appuntamento a Villa del Grumello. Alle ore 18.00, la cantante, attrice e scrittrice Nada Malanima – Nada per il grande pubblico – presenta il suo ultimo libro “La grande casa” (Bompiani, 2012), nel quale racconta le vicende di un piccolo gruppo di personaggi indimenticabili capaci di costruire, insieme, una convivenza diversa, fatta di passione, di sensibilità quasi medianica, di rispetto per le forze segrete del cuore nella loro corrispondenza con quelle, ancora più forti e segrete, del mondo. Nada debutta al Festival di Sanremo a soli 15 anni. Tra i suoi più acclamati successi ricordiamo “Ma che freddo fa” (1969) e “Il cuore è uno zingaro” (1971), canzone che gli valse il primo premio al Festival di Sanremo del 1971. Nel 1983 con “Amore disperato” vince il primo posto alla rassegna musicale Vota la Voce. Negli anni Settanta ha recitato nello sceneggiato televisivo “Puccini”, nei film “L’acqua cheta” e “Il diario di Anna Frank” di Giulio Borsetti. Per la casa editrice Fazi ha pubblicato “Le mie madri” (2003) e “Il mio cuore umano” (2008).
L’autrice dialoga con Alessio Brunialti.

Alle 18.30 si ritorna a Villa Olmo dove prosegue il ciclo di filosofia con Silvano Petrosino e un interessante discorso sul denaro: da mero strumento a fantasma vorace. Noto a livello internazionale per i suoi studi sul pensiero di Lévinas e Derrida, Silvano Petrosino è uno dei più apprezzati filosofi italiani. Nel suo nuovo libro, “Soggettività e denaro” (Jaca Book 2012), propone una folgorante analisi sul denaro: da semplice strumento a fantasma vorace di fronte al quale ogni identità evapora. Il denaro può essere visto come un catalizzatore del processo di conversione della logica del desiderio in quella del bisogno. L’uomo, infatti, è definito dai bisogni, bisogni che a loro volta chiedono di essere soddisfatti. Ma l’individuo non si esaurisce nel soddisfacimento dei bisogni perché è abitato anche dai desideri. Il possesso di un oggetto, quindi, garantisce al soggetto un certo godimento e una qualche soddisfazione, mette fine al corrispondente bisogno ma non soddisfa mai il desiderio. Incrociando letteratura (Kafka), filosofia (Heidegger, Lèvinas), psicoanalisi (Lacan,Vidermann) e sociologia (Simmel), questo libro si impone come uno strumento essenziale per comprendere e smascherare l’inganno per eccellenza del nostro tempo.
L’autore dialoga con Alfredo Tomasetta.

Sempre a Villa Olmo ma alle 19.30 si terrà l’incontro con la giornalista e conduttrice televisiva Ilaria D’Amico (Sky, nella foto a lato) e il cantautore comasco Davide Van de Sfroos, in occasione della presentazione del primo libro come scrittrice della D’Amico. La storia è ambientata a Cape May, New Jersey, e ha come protagonista un uomo con le sue inquietudini. Vent’anni addietro è stato un musicista “quasi” famoso e, per un tempo brevissimo, ha assaporato l’inebriante essenza della celebrità, prima di rendersi conto di avere altre aspirazioni. Ripiegando su una professione di insegnante musicale, il maestro ha rimandato per anni ogni cosa: i suoi sogni di celebrità e di realizzazione, la storia con Lara, la propria condizione umana irrisolta. Il tutto nell’attesa di una lei misteriosa e magnetica che, finalmente, si manifesta e gli dà appuntamento alla stazione di Cape May. Nel giorno dell’attesa dell’incontro risolutivo – quello che finalmente gli regalerà la perfezione che per anni ha inseguito – il protagonista “innominato” rivede, in un flashback la sua esistenza tormentata e complicata: il sogno della beat generation, accarezzato con una band dalle belle promesse, un tentativo di suicidio, il rifugio nell’alcol e negli ansiolitici.

Alle 20.30 a Villa Olmo si ritorna a parlare di poesia con l’incontro “Alda Merini, nostra madre”. Assieme a Emanuela, la maggiore delle quattro figlie, interviene a Parolario Ambrogio Borsani, curatore dell’opera omnia della Merini “Il suono dell’ombra. Poesie e prose (1953-2009)”, nonché presidente della giuria del premio internazionale “Alda Merini” promosso dal Comune di Brunate (CO). Sarà l’occasione anche per riscoprire il legame della poetessa e della sua famiglia con il Lario: il nonno, Giovanni Merini, era un conte di Como che sposò una contadina di Brunate, caratteristico paese affacciato sopra la città.
«Ho avuto quattro figlie. Allevate poi da altre famiglie. Non so neppure come ho trovato il tempo per farle. Si chiamano Emanuela, Barbara, Flavia e Simonetta. A loro raccomando sempre di non dire che sono figlie della poetessa Alda Merini. Quella pazza. Rispondono che io sono la loro mamma e basta, che non si vergognano di me. Mi commuovono».
Queste parole chiudono la biografia della poetessa sul sito www.aldamerini.it, realizzato dalle figlie dopo la sua scomparsa, avvenuta nel 2009, all’età di 78 anni.
Letture a cura di Rosanna Pirovano, musiche di Pietro Boscacci.

Alla poetessa Alda Merini viene accostata un’altra figura femminile, quella della pittrice naïf Séraphine de Senlis, un talento smisurato capace di esplodere sulla tela nonostante la malattia mentale. Il film scelto per la serata (ore 22.30) è appunto  Séraphine (FRA/B, 2008) di Marcel Provost, ritratto della pittrice Séraphine de Senlis, esponente del movimento pittorico definito neo-primitivo.
Séraphine Louis è un’umile governante che di giorno lavora come donna delle pulizie e lavandaia a cottimo e di notte dipinge fra le mura di un piccolo appartamento. Séraphine non ha alcuna conoscenza delle tecniche pittoriche. La sua arte trae forza dalla fede religiosa e dalla contemplazione delle forme della natura. Un giorno, presso la casa nella quale presta servizio, viene ad alloggiare il celebre critico d’arte tedesco Wilhelm Uhde, fra i più importanti collezionisti e mecenati delle esposizioni parigine. Uhde, dopo aver scoperto per caso uno dei quadri della domestica, rimane impressionato dai colori e dalla grande vitalità della sua arte e decide di coltivarne il talento.

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