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A Parolario Inferno-Afghanistan e il verde del futuro

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Dopo la Maraini ieri, altra giornata intensa alla manifestazione culturale comasca. Si parte alle 17 a Villa Olmo, poi Villa del Grumello e in serata omaggio ad Ines Figini.

 

 

 

Il settore green ritorna protagonista a Parolario con un incontro a Villa del Grumello dedicato al futuro del nostro verde: bello da vedere e buono da mangiare. Ne discutono il maestro giardiniere Carlo Pagani, le giornaliste Mimma Pallavicini e Paola Violani e Giustino Ballato dell’Associazione Nuova Società Orticola del Piemonte. A Villa Olmo gli incontri con gli autori della giornata sono dedicati a Daria Galateria e a Giuseppe Bresciani, che presenta un libro sulla parte meno nota dell’Afghanistan. Inoltre, un omaggio particolare viene dedicato a Ines Figini, operaia comasca deportata nei lager di Mauthausen, Auschwitz-Birkenau e Ravensbrück, una vera lezione di vita per le generazioni future.
Serata all’insegna del grande cinema con “Le stelle del Lago di Como”, pratica guida che contiene le location del Lario viste in alcuni dei più grandi film, e Alfred Hitchcock con “Il labirinto della passione” la cui scena più bella è ambientata proprio sulle rive del Lario. Concludono la giornata i ragazzi dei corsi di teatro del Liceo Alessandro Volta di Como con due spettacoli dal titolo “Medea” e “Umbrella”.

La giornata inizia a Villa Olmo alle 17.00 con “L’inferno chiamato Afghanistan” di Giuseppe Bresciani. In questo ultimo libro, l’umanista ed ex imprenditore comasco narra tre mesi vissuti intensamente in Afghanistan: la verità, tutta la verità, nient’altro che la verità raccontata da chi si è introdotto nel Paese dei talebani privo di credenziali, senza mansioni e scorta armata. Come un viaggiatore di altri tempi, con la sensazione di essere invisibile, coglie il genius loci e lo racconta senza reticenze, schierandosi dalla parte della verità e denunciando gli intrighi del potere. Dipinge l’affresco di una realtà che conosciamo solo superficialmente attraverso i reportage dei giornalisti embedded, descrive le condizioni disperate e i rari attimi sereni che scandiscono la vita del popolo afgano, mostra la vita e la morte, e di entrambe è testimone oculare. Mette a nudo la condizione femminile e quella non meno drammatica dei bambini, la quotidianità nelle carceri e nei campi per sfollati, i retroscena delle operazioni di guerra e di pace, il fenomeno dilagante della droga, il vuoto sanitario, la corruzione politica. Ma coglie anche gli aspetti poetici e spirituali di un popolo condannato all’inferno pur amando la vita.
L’autore dialoga con Bruno Prefazio.

Primo incontro della dodicesima edizione di Parolario a Villa del Grumello alle ore 18.00 con “Il futuro del nostro verde. Un paesaggio bello da vedere e buono da mangiare”. Il maestro giardiniere Carlo Pagani, la giornalista ed esperta di giardinaggio sostenibile Mimma Pallavicini e Paola Violani, esperta di architettura del paesaggio, insieme a Giustino Ballato dell’Associazione Nuova Società Orticola del Piemonte, si confrontano sull’evoluzione del settore green nei prossimi anni con una tavola rotonda sul tema dell’edible landscaping. Per “edible landscaping” si intende quella particolare forma di giardinaggio che sostituisce alle piante ornamentali le coltivazioni (alberi, fiori commestibili, arbusti che danno frutti etc.) che hanno usi culinari. La tendenza verso un paesaggio commestibile è un tema molto dibattuto fra gli esperti del settore e la dodicesima edizione di Parolario sarà occasione per riflettere ancora su questo argomento. Il dibattito è moderato da Emanuela Rosa-Clot, direttrice delle riviste Gardenia, Bell’Italia e Bell’Europa. L’incontro è organizzato il collaborazione con Orticolario.

Alle 18.30 si ritorna a Villa Olmo con Daria Galateria e i suoi “Scritti Galeotti”. Da Casanova a Dostoevskij, da Flaubert a Zola, da Campana a Guareschi, da Semprún a Malaparte: sono stati molti gli scrittori in galera, finiti dentro a causa dei motivi più diversi. Con levità ed eleganza Daria Galateria ne traccia i ritratti e ne svela quasi tutta l’umana varietà nel suo ultimo libro Scritti Galeotti. Narratori in catene dal Settecento a oggi.
Tra galera e scrittura sembra correre, infatti, una certa affinità: alcuni scrittori lo sono diventati dentro, altri invece vi hanno potuto rinnovare la propria ispirazione. Perché? Secondo quanto mostra l’autrice di questo erudito e divertente pellegrinare di cella di scrittore in cella di scrittore, è perché l’immaginazione cresce e soprattutto cresce il desiderio. Le scrittrici, in particolare, confessano tutte che in carcere, affrancate dall’obbligo di accudire gli altri, sperimentano un’insolita forma di libertà: possono occuparsi di se stesse. Ma dietro ogni caso di carcere letterario c’è una storia da portare alla luce: c’è un motivo sempre diverso per finire dietro le sbarre, c’è un modo ogni volta originale di farsi arrestare e un metodo di scrittura incarcerata che cambia a seconda dell’autore, e spesso è, a sorpresa, avventuroso e umoristico.
L’autrice dialoga con Laura D’Incalci.

Parolario 2012 intende omaggiare la comasca Ines Figini, l’operaia nata a Como il 15 luglio 1922, che il 6 marzo del 1944 fu arrestata e deportata perché con i suoi compagni di fabbrica scioperava per vendicare la dignità dei lavoratori e paghe adeguate per tutti, con un incontro dal titolo “Ricordare il futuro. A 90 anni la lezione di vita di Ines Figini” che si tiene alle 19.30 a Villa Olmo. La storia di Ines è raccontata nel libro Tanto tu torni sempre (Melampo, 2012) scritto dai giornalisti Giovanna Caldara e Mauro Colombo. Quando, nel marzo del 1944, Ines Figini fu deportata, aveva meno di 22 anni. Non era ebrea, partigiana o antifascista, ma si era semplicemente schierata a favore di alcuni compagni di lavoro durante uno sciopero. Arrestata durante la notte da due fascisti armati di mitra, finisce nei lager di Mauthausen, Auschwitz-Birkenau e Ravensbrück. Nel 1945 la disfatta militare dei tedeschi diventa sempre più evidente e le prigioniere vengono costrette a fuggire dal lager con una marcia forzata. Prima di riuscire finalmente a fare il suo ritorno a casa, Ines passa un anno e mezzo in un ospedale militare a causa del tifo, in attesa dell’arrivo dei russi e della liberazione. Da bambina Ines trascorreva molto tempo con i libri, isolandosi per molte ore. La madre inizialmente preoccupata la attendeva fiduciosa: “Tanto tu torni sempre a casa”, le diceva spesso. Questa serena convinzione della madre, la voglia di non deluderla, sarà la fiammella che terrà vivo il desiderio di tornare a casa dopo la deportazione nel lager.
A cura del Teatrino di Noi.

La serata di Villa Olmo è dedicata al cinema e allo spettacolo. Alle 20.30 Andrea Camesasca e Pietro Berra presentano “Le stelle del Lago di Como”, pratica guida promossa dalla Camera di Commercio di Como in collaborazione con la Provincia di Como. Parte del fascino di molti film è lo scenario naturale in cui sono stati girati e che porta spesso lo spettatore a domandarsi “dove è stata girata questa scena?”. È a questa domanda che risponde la guida “Le stelle del Lago di Como”. Negli ultimi ottant’anni il Lario e le sue ville hanno ospitato i più famosi attori e registi, da Dino Risi a George Clooney, diventando location ideali di numerosi film.

Alle 21.00 spettacolo con i ragazzi dei corsi di teatro del Liceo Alessandro Volta di Como. Nella corte del Liceo andranno in scena: 
“Umbrella”. Sceneggiatura e regia di Lucia Bottinelli. Commedia noir ambientata a Chicago, patria del proibizionismo e della malavita durante l’età del jazz, Umbrella è una pellicola in bianco e nero. Sullo schermo, la storia di una banda di criminali alle prese con un colpo… quasi riuscito!
“Medea” tratto da “Medea” di Euripide. Testo rielaborato e adattato da Carmen Arcidiaco con i suoi ragazzi. Musiche di Umberto De Paolis (violoncello) e Federico Bozzoli (pianoforte). Dopo aver aiutato Giasone e gli Argonauti a conquistare il vello d’oro, Medea si trasferisce a Corinto con il marito e i due figli. Alcuni anni dopo Giasone decide di ripudiare la moglie per sposare la figlia di Creonte, re di Corinto. Medea prepara allora la sua vendetta: fingendosi rassegnata manda in dono alla futura sposa una ghirlanda e una veste avvelenata. La ragazza, indossatele, muore tra atroci tormenti e la stessa sorte toccherà al padre Creonte, che cerca invano di salvarla. Accorso per salvare i figli dalle rappresaglie dei Corinzi, Giasone apprende dell’ulteriore delitto di Medea: l’uccisione dei due bambini. Mentre tenta di abbattere la porta della reggia, sul carro del dio Sole gli appare Medea che ha con sé i cadaveri dei figli che lei, pur straziata nel cuore, ha ucciso privando così Giasone di una discendenza.

Per tutta la durata di Parolario saranno allestite due mostre: “Legature d’attese” presso Villa Olmo e “Leggere Connessioni – il libro come spazio/tempo della ricerca” presso la Biblioteca comunale di Como.

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