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Domenica di emozioni a Parolario: anche la Maraini

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Gli organizzatori della kermesse culturale hanno invitato la famosa scrittrice: attesa alle 21 a Villa Olmo. Prima Licia Granello e le signore del gusto e l’intensa storia del bimbo invisibile in Cile.

 

 

 

 

Programma ampio e variegato quello di domenica 2 settembre a Parolario la rassegna culturale comasca partita proprio in questi giorni e che ha il suo fulcro a Villa Olmo. Nomi illustri presenti da mattina a sera. Si parte con Licia Granello presenta al pubblico di Parolario alcune delle “signore del gusto”, protagoniste del suo libro, donne che sono riuscite a imporsi in un settore tipicamente maschile. Con Leandro Cantamessa e Armando Torno ci addentreremo invece nel mondo dell’astrologia e della relativa capacità di “leggere il futuro”.
A Parolario risate e musica si fondono grazie al comico Alberto Patrucco che si fa interprete di alcuni brani del cantautore francese Georges Brassens, mentre con il giornalista di scuola montanelliana Marcello Foa si andrà alla scoperta della storia vera di un bambino cresciuto tra i boschi del Cile.
Da non perdere, infine, l’incontro serale con la scrittrice da un milione di copie Dacia Maraini, e il film sulla vita di Pier Paolo Pasolini.

Tutti gli incontri (con ingresso libero) si tengono a Villa Olmo.


IL DETTAGLIO DELLA GIORNATA

Poco prima di pranzo, alle 11.30 a Villa Olmo, la food editor Licia Granello presenta “Il gusto delle donne” e alcune delle  grandi “signore del gusto”, quelle donne combattive che si sono imposte in un settore, quello del food & beverage, tipicamente maschile.
Nutrire è un atto esclusivamente femminile. Nella lingua italiana esiste soltanto la nutrice, non il “nutore”, così come c’è la balia ma non il “balio”. Per una donna, quello dell’alimentazione è una sorta di codice genetico che si tramanda da millenni. Sono sempre le donne le vere artefici del piacere a tavola. Le vite raccontate in Il Gusto delle donne sono percorsi affascinanti nei piaceri del cibo e del vino di qualità che, solo con determinazione, creatività e passione tutte femminile, si sono potuti compiere. Vite da ammirare e gustare.
All’incontro parteciperanno Maida Mercuri del ristorante Al Pont de Fer, Marella Levoni di Salumi Levoni e Luisa Valazza, titolare del ristorante Al Sorriso: sono alcune delle “signore del gusto” che hanno deciso di raccontare la propria storia.
Coordina l’incontro Sara Vitali.

Alle 17.00 a Villa Olmo è il turno del giornalista Marcello Foa con il suo ultimo libro “Il bambino invisibile”  (Piemme 2012), che racconta la storia, vera, di Manuel Antonio Bragonzi, il bambino invisibile diventato grande tra i boschi del Cile. Manuel ha cinque anni e un grande cuore indomito. In molti probabilmente sapevano perché non aveva una mamma, e perché vivesse insieme a un uomo che chiamava nonno ma in realtà era un estraneo. Un uomo che nascondeva un segreto sconvolgente sul passato di quel bambino e di sua madre, un segreto di cui Manuel aveva perso ogni ricordo. Quando la verità riemerge dall’oblio, Manuel decide che la sua famiglia sarebbero stati gli alberi, i ruscelli, i cespugli di frutti selvatici che tante volte lo avevano sfamato. Per molti mesi, anni, Manuel vive da solo nel bosco, in silenzio, mangiando frutti selvatici, imparando a cacciare dai gatti, a costruirsi una fionda, a pescare a mani nude. Un piccolo ragazzo selvaggio che coltiva dentro di sé la libertà. Niente lo avrebbe convinto a tornare nella prigione di prima, nemmeno l’inverno, nemmeno il vento gelido. Fino a quando il destino non inizia il suo lungo viaggio in cerca del bambino invisibile.
L’autore dialoga con Lucia Capuzzi.

È possibile “Leggere il futuro?” è la domanda alla quale cercheranno di rispondere alle 18.00 a Villa Olmo Leandro Cantamessa, avvocato milanese di fama da sempre grande appassionato di astrologia, e il giornalista Armando Torno. Strettamente legata al futuro, tema di questa dodicesima edizione, è infatti la questione della sua previsione, che da secoli viene fatta attraverso l’astrologia e i segni celesti. Appassionato da sempre di astrologia, passione tramandata dalla madre, in questi anni Cantamessa ha raccolto e censito oltre cinquemila libri sull’argomento, stampati tra il 1472 e il 1900. Astrologia. Opere a stampa (1472 – 1900), edito da Olschki nel 2007, è la prima bibliografia esclusivamente dedicata alle opere di astrologia, o che di astrologia hanno trattato, edite nel corso di oltre quattro secoli.

Si ride e si canta alle 19.30 a Villa Olmo con “Chi non la pensa come noi: lapidario, tra parole e musica (da Brassens)” grazie al comico Alberto Patrucco, accompagnato da Daniele Caldarini al pianoforte e Francesco Gaffuri al contrabbasso. Un appuntamento tra comicità, musica e parole. Il comico Alberto Patrucco propone una moderna “antologia di Spoon River”, una divertente passeggiata fra le “lapidi ipotetiche” di personaggi noti – graffiati dallo spirito satirico dell’autore – intervallata da brani di Georges Brassens, che il comico propone per la prima volta tradotti in italiano.
Con la sua consueta ironia, con il suo sguardo tagliente e dissacratorio, Patrucco traccia degli irriverenti – ma aderenti alla realtà – epitaffi e coccodrilli dei personaggi più celebri (o ingiustamente celebrati) dei nostri anni. L’appuntamento prende spunto dall’ultimo libro di Alberto Patrucco, “NECRO-logica. Un libro lapidario” (Foschi, 2010), arricchito anche dalle preziose illustrazioni di Sergio Staino. Accompagna il libro un CD musicale frutto dell’emozionante percorso compiuto da Alberto Patrucco tra le parole e la musica di Georges Brassens, il più raffinato cantautore francese del secolo scorso. Il lavoro si compone di dodici brani, mai tradotti in italiano prima d’ora e preservati nei loro contenuti da una traduzione accurata che ne ha salvaguardato poesia, sostanza e incisività.

Tra gli ospiti di Parolario di Villa Olmo spicca la presenza di Dacia Maraini alle 21.00.
Scrittrice, poetessa, saggista, drammaturga e sceneggiatrice italiana, è nota al grande pubblico per le sue opere e per il suo impegno civile.
Trascorre l’infanzia tra il Giappone, dove la sua famiglia viene internata in un campo di concentramento per avere rifiutato l’adesione alla Repubblica di Salò, e la Sicilia. Figlia d’arte – nella sua famiglia tutti scrivevano – Dacia Maraini inizia la sua lunga carriera letteraria all’età di 17 anni, nel tentativo di far fronte a un sentimento di inadeguatezza. Nel corso degli anni Sessanta pubblica i primi romanzi e inizia ad occuparsi anche di teatro, scrivendo numerosi testi teatrali rappresentati in Italia e in tutto il mondo tra i quali Maria Stuarda, tradotto e rappresentato in ventuno paesi, e Dialogo di una prostituta con un suo cliente, fino ai recenti Veronica, meretrice e scrittora e Camille. Nel 1973, insieme a Maricla Boggio, fonda il Teatro della Maddalena, gestito e diretto soltanto da donne.
Compagna di Alberto Moravia, ha vinto numerosi premi tra i quali il Premio Strega, di cui è anche giurata, il Premio Campiello e il Premio Cimitile.
Tra i suoi libri ricordiamo L’età del malessere (ET Scrittori 1963), vincitore del Premio internazionale degli editori “Formentor”; Memorie di una ladra (1973); Isolina (1985, Premio Fregene 1985); La lunga vita di Marianna Ucrìa (1990, vincitore del Premio Campiello e Libro dell’anno 1990); Bagheria (Rizzoli 1996), opera in cui Dacia Maraini ripercorre le tappe della sua infanzia isolana, dal momento in cui approda a Palermo da Napoli, Buio (Rizzoli, 1999), con il quale ha vinto il Premio Strega nel 1999, e La grande festa (Rizzoli, 2011).
A Parolario Dacia Maraini presenta il suo ultimo libro “L’amore rubato” (Rizzoli, 2012), una serie di storie di donne che combattono una battaglia antica e sempre attuale contro gli uomini amati che sempre più spesso si dimostrano incapaci di ricambiarle. Davanti a queste donne, mariti, amanti e compagni si rivelano ragazzini che stentano a crescere e confondono la passione con il possesso e, per questo, l’amore lo rubano: alle bambine che non sanno, alle donne che si donano troppo.
Dacia Maraini è oggi una tra le più conosciute scrittrici italiane, e probabilmente la più tradotta nel mondo.
L’autrice dialoga con la giornalista Katia Trinca Colonel.

Un importante punto di riferimento per Dacia Maraini è stato l’artista e intellettuale Pier Paolo Pasolini, al quale è dedicato il film della serata. Alle 22.30 a Villa Olmo va in scena  “La voce di Pasolini” (ITA, 2005), un film-documentario diretto da Matteo Cerami e Mario Sesti. I testi del poeta, regista e scrittore, letti da Toni Servillo e accompagnati da immagini inedite d’archivio, ricostruiscono una sorprendente storia d’Italia dal dopoguerra agli anni ‘70: l’amore per il popolo, l’odio per la borghesia, il difficile rapporto con la contestazione giovanile. Il film non racconta solo idee, ossessioni, folgoranti notazioni su società e individui, ma anche una storia che non è mai diventata un film e sulla quale Pasolini stava già lavorando al momento della morte: “Porno Theo Kolossal”. È una storia che non vide mai la luce, i cui protagonisti dovevano essere Eduardo De Filippo e Ninetto Davoli, e che viene evocata da disegni e animazioni e soprattutto dalla vera voce di Pasolini. Il film è anche una ideale introduzione all’opera, al pensiero, alle idee e all’arte di Pasolini per chi non lo ha mai conosciuto, e alterna i suoi testi alle immagini di un Paese che, dagli anni ’40 fino alla sua morte, ha sempre disperatamente amato o detestato.

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