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Scontrini non emessi, ecco il bilancio: 56 violazioni

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In totale 106 verifiche fiscali sul teritorio comasco. Il numero complessivo di irregolarità sale a 700 da inizio anno. Baschi verdi impegnati a stroncare la vendita di merce contraffatta.

 

 

Oltre il 50% di irregolarità. Anche questa volta il Lario non brilla di certo per regolarità nell’emissione degli scontrini fiscali e delle ricevute. La conferma è arrivata quest’oggi dalla Finanza di Como che ha fornito il bilancio di due giorni di controlli e verifiche mirate in tutto il territorio della Provincia di Como.
Militari in divisa hanno verificato numerosi centri del territorio, con particolare riferimento ai principali centri di Como e Cantù, per la prevenzione e repressione dei fenomeni dell’abusivismo e della vendita di merce contraffatta; i “baschi verdi” hanno così eseguito sistematiche perlustrazioni soprattutto in aree particolarmente esposte a tali fenomeni illeciti, quali quelle del centro storico sia di Como che di Cantù.

Pattuglie in abiti “civili” hanno invece effettuato attività ispettive in materia di scontrini e ricevute fiscali, riservando particolare attenzione anche al territorio di diverse località della provincia, non oggetto di controlli nella giornata di sabato. Complessivamente nelle due giornate di fine settimana, sono stati controllati 106 esercenti e contestate 56 violazioni per mancata o irregolare emissione di scontrini e ricevute fiscali (pertanto, 701 sono le irregolarità individuate dall’inizio del corrente anno, su un totale di 3.565 controlli). Nel corso dell’attività, sono stati svolti anche i normali servizi di routine, quali ad esempio i controlli dei conducenti di auto di lusso, al fine di verificarne la reale capacità contributiva. Non sono stati forniti, al momento, i dati di quali sono gli esercizi commerciali che non hanno emesso gli scontrini e in quali comuni si trovano.

“I risultati conseguiti  – fa sapere una nota della Finanza e del comandante Marco Pelliccia  – confermano l’efficacia di questi controlli aggregati, e la necessità che, specialmente in un momento di crisi come quello attuale, la Guardia di Finanza intervenga a fianco dei contribuenti e degli imprenditori leali ed onesti, per far sì che questi non siano costretti a sopportare anche il carico fiscale di chi, evadendo, scarica su di loro la propria parte del dovere di contribuire alla vita dello Stato”.

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