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Il Dna mette nei guai l’ex fidanzato della ragazzina

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L’episodio, che aveva suscitato grande clamore a Como, nei mesi scorsi in uno scantinati di via Italia Libera. Ragazza attirata lì con l’inganno di chi conosceva bene.

 

 

 

C’è il Dna dell’ex fidanzato – un 20enne di origine africana anche se abita a Cucciago da tempo – nel luogo della violenza sessuale ai danni di una ragazzina comasca, studentessa. Le indagini della Questura lo hanno accertato senza alcun dubbio: ed era questo il passggio che gli inquiurenti cercavano per chiudere l’inchiesta sullo stupro di gruppo avvenuto in uno scantinato di via Italia Libera a Como nei mesi scorsi. La Procura ha contestato, nella chiusura delle indagini, l’accusa di violenza sessuale aggravata all’ex fidanzato innanzitutto, ma anche a due suoi amici – africani anche loro, residenti in città – 20 e 29 anni rispettivamente – cghe erano nello scantinato quella sera e che avrebbero abusato a turno di lei.

L’episodio risale a marzo. La studentessa era appena uscita da un istituto serale quando ha notato il suo ex in zona di viale Battisti: sarebbe stato lui ad attirarla nella trappola portandola nel box dove è stata poi violentata a turno – secondo il racconto della giovane fatto agli inquurenti – prima di riuscire a liberarsi. I tre sono stati tutti denunciati a piede libero: nessuno di loro è finito in carcere.

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