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I comaschi ai tempi della crisi: gioco a tutto spiano!

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Un autentico paradosso quello che emerge da una ricerca svizzera: tante persone si affidano alla sorte per cercare di risolvere i problemi economici. Ma molti affondano…

 

 

 

C’è chi canta o chi va a fare footing. Ma c’è anche chi, sbagliando, pensa di risolvere tutti i problemi attuali (lavoro che scarseggia e forte ricorso alla cassa integrazione) giocandosi i pochi spiccioli che ha in tasca. Succede anche a Como, eccome, secondo quanto hanno riferito gli scienziati dell’Università di Neuchatel – in Svizzera – su una ricerca condotta con i giocatori più incalliti. Almeno due comaschi su dieci giocano spesso, tanto da arrivare alla soglia di una autentica malattia: la ludopatia. Sperando di risolvere, in questo modo, i tanti debiti ed i conti in rosso in banca. Un autentico paradosso – vista la crisi – ma che porta poi molte persone – di ogni ceto sociale – a diventare dipendenti a tutti gli effetti da Gratta e Vinci, slot machines e videolottery. Poi, ma con numeri più bassi, anche Bingo, scommesse sportive e lotto. Una vera malattia -anche se nessuno poi interviente a livello pubblico – che si chiama “ludopatia”. Vale a dire dipendenza, assuefazione, da gioco. Anche se i soldi scarseggiano e c’è la crisi. Pensionati, ma pure operai e semplici casalinghe. I casi si sprecano. E’ di pochi giorni fa il caso di un piccolo commerciante della Valle d’Intelvi denunciato dai carabinieri per simulazione di reato: ha finto di aver subito una rapina per “giustificare” con la compagna i 300 euro guadagnati di giorno e poi perso in un solo pomeriggio davanti alle slot…

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