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Paratie, Lucini vuole una risposta da Formigoni

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Il comune di Como intende perfezionare un accordo bonario con la ditta incaricata per risolvere la questione. Ma serve l’ok della Regione:”Non può chiamarsi fuori” tuona il sindaco.

 

 

Ottenere al più presto una risposta dalla Regione in merito alla proposta di accordo bonario con Sacaim, per partire così con l’iter per la soluzione del tanto discusso cantiere delle paratie. Oggi la giunta di Palazzo Cernezzi, su proposta del sindaco Mario Lucini, ha deliberato due indirizzi relativi al cantiere. Il primo riguarda le risultanze delle riunioni del Tavolo per la competitività dello scorso luglio. “A seguito del sostegno avuto e lo sviluppo per arrivare ad una rivisitazione del progetto, anche in termini di un ridimensionamento dell’opera – ha spiegato oggi alla stampa il sindaco Lucini – si sono tenuti una serie di incontri successivi con la Camera di Commercio, il Centro Volta, la Provincia, gli ordini professionali e gli atenei cittadini. Da Politecnico e Insubria abbiamo raccolto la disponibilità a predisporre, entro il prossimo 30 settembre un’analisi sulle criticità connesse allo sviluppo del progetto attuale, varianti comprese, ed entro il 31 dicembre, il modello scientifico su cui impostare la proposta progettuale alternativa. Il cronoprogramma è stato definito sulla base della disponibilità indicata dagli atenei e sarà ora comunicato alla Regione Lombardia”.

Tra gli aspetti da approfondire quelli idraulici, idrogeologici, geotecnici ma anche giuridico-amministrativi. Prima però di partire con la stesura di un nuovo progetto, l’amministrazione cittadina attende un riscontro dal Pirellone, sul secondo indirizzo che riguarda la proposta di accordo bonario con Sacaim. “Già lo scorso 7 maggio il Comune aveva trasmesso alla Regione una comunicazione in merito alla proposta di accordo bonario -prosegue Lucini – senza ricevere, a tutt’oggi, alcun riscontro. Anzi, in via informale, la Regione ha manifestato la volontà di prendere le distanze dalla questione. La Regione, tuttavia, non può ritenersi estranea al procedimento e pertanto il Comune richiederà nuovamente un riscontro sui contenuti della proposta di accordo e sul relativo impegno economico. Tutta la seconda perizia di variante – uno dei nodi centrali delle riserve di Sacaim – è stata predisposta sotto lo stretto controllo dei tecnici regionali. Oltretutto questa presa di distanza si porrebbe in contrasto con la posizione assunta dal Presidente Formigoni, che ha dichiarato la propria disponibilità a rivedere il progetto. La situazione è certamente delicata e complessa ed è risolvibile solo con l’impegno di tutti i soggetti interessati”.

La proposta di accordo bonario ipotizza una transazione che fissa in 2milioni e 800mila euro l’importo da corrispondere a Sacaim (a fronte delle riserve esposte per 6 milioni e 700mila euro). Il Comune però non ha ancora aderito all’accordo bonario, in attesa di una risposta dalla Regione. Sacaim nei giorni corsi ha presentato ulteriori riserve per circa 3 milioni di euro, riferite in particolare alla seconda perizia di variante. “E’ una “scalata” difficile – conclude Lucini – e la prima tappa sarà quella del 30 settembre. Il nostro impegno per trovare una soluzione adeguata alle aspettative della città è e sarà massimo, ma per ottenere questo risultato è necessaria una collaborazione fattiva della Regione”.

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