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Giocare responsabilmente: gli esperti a Campione

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Convegno alla casa da gioco della piccola enclave italiana in Ticino domani mattina. L’amministratore delegato Pagan:”Le nostre esigenze e quelle di chi spesso oltrepassa il limite”.

 

 

 

 

“Please play responsibly”: il nuovo biglietto da visita dell’European Casino Association, ECA, un espresso invito al gioco responsabile, avrà un’informale presentazione venerdì 27 aprile a Campione d’Italia, dove si discuterà della relazione tra gioco d’azzardo patologico e business dell’entertainment. “Qualsiasi attività umana oltrepassi il limite non è positiva, ma mentre in materia di gioco patologico l’esposizione mediatica è notevole – spiega Carlo Pagan, amministratore delegato del Casinò campionese (nella foto a lato) – si trascura il nostro interesse, come azienda, di offrire una proposta efficace a quelli che sono nostri clienti, e come tali da soddisfare anche in relazione ad una situazione problematica”.

Nel convegno che si svolgerà domani a Campione d’Italia saranno Alessandro Meluzzi e Cesare Guerreschi ad introdurre la questione dal punto di vista medico-psicologico, con la rispettiva riconosciuta competenza, definendo clinicamente il problema. Dietmar Hoscher, presidente di Casinos Austria e già europarlamentare, illustrerà invece il proprio modello aziendale di correttezza. La novità, però, sarà impersonata dal portavoce dell’ECA, Hermann Pamminger, cui è stata affidata la presentazione del progetto di standard operativi per un’efficace soluzione del problema del gioco d’azzardo patologico nelle singole aziende. Che significa anche avvalersi di tecnologie nuove: ne riferiranno Matteo Temporin dell’Università Cattolica e Graziano Bugatti, amministratore delegato di Mind, a proposito di una gestione del gioco d’azzardo patologico attraverso gli strumenti dell’intelligenza artificiale.

“Il Casinò Campione d’Italia – spiega ancora Pagan –  ha fatto da banco di prova, incrociando le rilevazioni di supporti informatici collegati alle slot con questionari somministrati ai giocatori. Questionari importanti perché costituiscono una delle poche fonti scientifiche per la gestione del gioco d’azzardo patologico. Perciò, sulla scorta delle linee individuate dall’ECA, saremo noi a presentare una prescrizione operativa, una ricetta, intesa anche quasi in senso letterale, di materiale d’informazione distribuito nel Casinò con l’indicazione di strutture specializzate in materia di dipendenze, con numeri di contatto a tre livelli: di risposta alle chiamate del giocatore, di organizzazione di un colloquio, di avvio di un’adeguata terapia”.

Al convegno parteciperà anche un ecclesiastico. “Il gioco d’azzardo patologico non può lasciare indifferente la Chiesa. E’ un problema dell’’uomo contemporaneo che anche dalla Chiesa aspetta risposte – chiude l’amministratore delegato di Campione -. Monsignor Antonio Tarzia, già direttore di Famiglia Cristiana, non è un interlocutore qualsiasi e il suo apporto recherà un valore aggiunto alle prescrizioni operative che dal Casinò campionese si propone di estendere al mercato italiano attraverso la società Verve. E non bisogna trascurare la presenza di Paolo Meucci in rappresentanza della Commissione dell’EU: una legge non è ancora stata prodotta a livello di Europa Unita, il convegno fornirà indicazioni non solo utili, ma davvero importanti, anche per la normativa italiana”.

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