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“Inchieste preparate, questo è un paese di m….”

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Umberto Bossi va all’attacco dei Pm dopo la nuova bufera giudiziarias sul suo partito ieri sera al comizio svolto a Camerlata. E poi precisa:”E’ stato un errore andare a Roma: mai più!”.

 

 

 

 

Macchè dimesso. Toni accesi fin dal suo arrivo a Camerlata. Umberto Bossi, leader e fondatore della Lega Nord, è stato l’indiscusso protagonista di ieri sera con il suo comizio pre-elettorale. Che aveva come obiettivo quello di “lanciare” le candidatura di Mascetti, Molteni e Rivolta (rispettivamente a Como, Cantù ed Erba), ma poi si è esaurito in un botta e risposta con i giornalisti sulle nuove “beghe” giudiziarie del suo partito e le presunte tangenti da Finmeccanica. “Questa cosa non può essere – ha tuonato il “Senatur” attorniato dai suoi fedelissimi – perchè queste inchieste sono preparate. Qui qualcosa non quadra – ha precisato ancora – oppure siamo un paese di m….”. E poi altro affondo a magistrati e Stato:”A Reggio Calabria trovano il tempo di occuparsi della Lega con tutta la mafia che hanno. Mah, qualcosa puzza…”.

Bossi scatenato e dai toni forti, senza dubbio. Poi ai militanti un invito alla compattezza ed all’unità del partito in vista delle elezioni. Infine la battaglia per l’indipendenza del Nord dal resto dell’Italia:”E’ stato un errore andare a fare il parlamentare a Roma, bisognava stare a casa. Berlusconi ? Presto per decidere cosa fare. Vedremo. Ma di sicuro il Nord ne ha piene le scatole e si deve battere per l’indipendena”.

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