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Arrighi in Appello: confermati 30 anni di cella

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L’ex armiere oggi a Milano in Corte d’Assise per l’appello. I giudici hanno lasciato la stessa condanna per il tremendo delitto di Giacomo Brambilla, avvenuto due anni fa in via Garibaldi a Como.

 

 

 

 

Non cambia assolutamente nulla anche in appello. Alberto Arrighi si vede confermata la condanna rimediata a Como in primo grado di giudizio. 30 anni di reclusione per il tremendo delitto di Giacomo Brambilla, due anni fa all’interno della sua armeria in via Garibaldi a Como. Delitto e poi successiva, orrenda, decapitazione della vittima. Tutto confermato a Milano in Corte d’Assise d’appello (nella foto il palazzo di giyustizia milanese), dove Arrighi dunque s’è visto confermata la condanna. Un’autentica mazzata per lui e per i suoli legali (Ivan Colciago e Francesca Binaghi) che speravano in una riduzione della pena. Momenti drammatici anche in apertura dell’udienza, quando Arrighi ha preso la parola ha fatto dichiarazioni spontanee, ha ammesso di aver di fatto pianificato l’omicidio di Brambilla quel giorno mentre lo stava aspettando, cosa che stride un po’ con quello che ha sempre detto il suo legale e cioè che sarbbe stato un raptus improvviso dopo un litigio. Invece in lacrime Arrighi ha ammesso di averlo aspettato e aver avuto quindi l’intenzione di ucciderlo, cosa che poi è realmente accaduta. Tre colpi di pistola sparati a distanza ravvicinata. A questo punto per l’ex armiere di Como le speranze sono concluse, rimane solo l’ultimo grado di giudizio, la Cassazione, anche se sarà difficile davvero scalfire queste sentenze di primo e di secondo grado che lo vedono protagonista e colpevole: 30 anni di carcere da scontare.

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