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Crisi nera, nel comasco calano domande di prestiti

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Situazione sempre più negativa in provincia. A dirlo oggi anche la società che gestisce il maggior numero di informazioni sui crediti: incertezze sulle entrate per migliaia di famiglie.

 

 

 

 

 

Nel 2011 la congiuntura economica negativa ha avuto ripercussioni significative anche sul mercato del credito alle famiglie, alle prese con le difficoltà causate principalmente da un mercato del lavoro ancora debole. In particolare, nel secondo semestre dell’anno la crisi dei debiti sovrani, il declassamento dell’Italia e la contrazione del Pil hanno generato una situazione critica dal punto di vista sia della domanda sia dell’offerta di credito. Inoltre, la scarsa liquidità presente nei mercati interbancari nonché il consistente aumento del costo della provvista legato ad un elevato rischio paese e, conseguentemente, dei tassi di interesse di mercato, ha influenzato la dinamica dei prestiti concessi da banche e società finanziarie.

E dalle rilevazioni di CRIF – società che gestisce il più importante sistema di informazioni creditizie (SIC) operante in Italia – sul proprio patrimonio informativo costituito da oltre 78 milioni di posizioni creditizie emerge che nella provincia di Como lo scorso anno si è verificata una contrazione del numero di domande di prestiti (comprensivi di quelli personali e finalizzati) complessivamente pari a -4,1% rispetto all’anno precedente.
La dinamica rilevata in provincia trova sostanziale conferma anche nei dati sulle richieste registrati sia a livello regionale (dove il calo è stato del –4,4%) sia a livello nazionale (-4,7% in relazione al numero di finanziamenti richiesti).

Fondamentalmente questa dinamica è riconducibile all’incertezza sull’evoluzione del quadro congiunturale e alla conseguente instabilità dei redditi e delle entrate future delle famiglie. Entrando nello specifico, a Como il calo della domanda ha colpito maggiormente il comparto dei prestiti personali, che fa segnare una contrazione del -7,3% in relazione al numero delle richieste. La componente della domanda di prestiti finalizzati, ossia i finanziamenti destinati all’acquisto di beni e di servizi da sempre trainata dall’acquisto di auto e moto, nel periodo di osservazione ha invece fatto segnare un -1,3%. “Questi dati confermano ancora una volta la tendenza da parte degli italiani ad adottare un atteggiamento fondamentalmente prudente e a posticipare a momenti più favorevoli l’acquisto di beni di consumo finanziato attraverso un prestito, comportandosi saggiamente da formichine e non da cicale” – spiega Beatrice Rubini, Direttore Personal Solution & Services di CRIF.

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